Politica e Sanità
15 Gennaio 2019A far scattare l'allarme non tanto l'ennesimo caso di cronaca, quanto da una parte l'Sos dei genitori di adolescenti che denunciano l'abuso di un cocktail con effetto stupefacente prodotto miscelando la codeina, come sciroppo o gocce sedativi per la tosse, con della semplice gazzosa; dall'altra lo stigma e la condanna da parte della categoria, di chi vende questo farmaco senza la ricetta medica obbligatoria per la dispensazione. Anche se, come spiega a Farmacista33 Vincenzo Santagada, presidente dell'ordine di Napoli, città da dove arriva l'allarme, il dubbio del canale di approvvigionamento resta: «Non sappiamo se i ragazzi comprano il farmaco su internet o in farmacie all'estero, ma di certo se a dispensarle in modo illecito fossero farmacisti spregiudicati - avverte - l'Ordine non esiterà ad avviare severe misure disciplinari. Per acquistare prodotti a base di codeina è assolutamente obbligatorio esibire la ricetta del medico curante - aggiunge Santagada - è chiaro che se il fenomeno è così diffuso potrebbe esserci chi non rispetta le regole».
A segnalare la questione sono le pagine di cronaca de Il Mattino di Napoli che denunciano un boom della nuova droga nelle discoteche della zona, testimoniato non solo dai genitori di ragazzi che ne hanno fatto uso, ma anche dai tanti flaconi di sciroppo rinvenuti durante le pulizie stradali nei dintorni dei locali della città. «Punirò quei farmacisti spregiudicati - ha detto il presidente dell'Ordine in un'intervista - non si scherza con la salute della gente e soprattutto con quella dei ragazzini. Ad oggi non ho ancora ricevuto segnalazioni a riguardo ma invito tutti a farlo nel caso in cui si venisse a conoscenza di questo genere di azioni. Credo molto in questa professione e intendo far rispettare il lavoro della maggioranza dei farmacisti che lo fa seriamente e nel rispetto della deontologia».
A condannare i presunti abusi professionali anche i vertici dell'Asfi (Associazione Scientifica Farmacisti Italiani) che in una nota stampa sottolineano: "Chi vende medicinali che possono causare danno alla salute, senza rispettare le regole di corretta dispensazione, è il peggior nemico della nostra Professione". E "condanna fermamente tale pratica dissennata che tradisce il rapporto fiduciario alla base dell'affidamento del Servizio Farmaceutico alla rete delle Farmacie private". Per l'Asfi, dispensare "con leggerezza e senza esercitare alcun controllo, medicinali che possono essere utilizzati in modo dannoso per la salute, vanifica gli sforzi dei tanti colleghi che si stanno battendo per difendere e valorizzare la funzione professionale del Farmacista. Inoltre, in caso di lesioni accertate, espone a conseguenze civili e penali anche molto gravi".
Sui rischi per la salute del mix, chiamato nello slang "purple drank", è intervenuto Giovanni Serpelloni professore all'Università della Florida, Drug Policy Institute: «È come assumere morfina. Quando parliamo di codeina parliamo di un oppiaceo che abbassa la pressione e blocca il riflesso spontaneo della tosse. Gli effetti sono legati naturalmente ai quantitativi di sostanza che vengono assunti, al sesso e al peso corporeo. Ma il gusto dolciastro della bevanda creata con lo sciroppo, esaltato da bibite gassate, incoraggia larghi consumi. Che associati all'alcol moltiplicano per tre gli effetti depressivi dello sballo».
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