Sanità

set182015

Mnlf attacca: dal Pd difesa corporativa. Gelli: ci preoccupa l'accesso ai farmaci

Mnlf attacca: dal Pd difesa corporativa. Gelli: ci preoccupa l'accesso ai farmaci
In attesa dell'approdo del testo alla Camera, previsto per il 21 settembre, si accende lo scontro sul Ddl concorrenza, che ieri ha concluso definitivamente il passaggio in commissione Finanze e Attività Produttive, con solo qualche modifica formale. A innescare la miccia un comunicato del Movimento nazionale liberi farmacisti che mette nel mirino il responsabile Pd per la sanità Federico Gelli e la sua drastica opposizione all'ipotesi di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C, parole che, secondo Mnlf «suonano come un diktat ai parlamentari». «Quando Gelli dice che in Italia apriranno 2500 nuove farmacie e così giustifica la scelta del proprio partito di non aprire alla concorrenza i farmaci con obbligo di ricetta che i cittadini pagano di tasca propria, pare di sentir parlare chi ha tutto l'interesse perché in questo momento passi questa tesi: i titolari delle farmacie già aperte» attacca nella nota Mnlf. «In Italia non apriranno mai 2500 nuove farmacie, numero che, ricordiamo, si è già dimezzato rispetto alle dichiarazioni uscite dopo l'approvazione del decreto Monti nel "cresci Italia", allora si disse che sarebbero state aperte 5000 nuove farmacie. Lo ripetiamo per l'ennesima volta: ad oggi nessuna nuova farmacia, dopo tre anni è stata aperta, se l'iter dei vari concorsi si chiuderanno da qui a uno/due anni le farmacie che risulteranno aperte saranno forse meno di mille e questa è una previsione ottimistica. Tale risultato» continua la nota «lo si ottiene da una attenta analisi dei luoghi ove queste farmacie verranno dislocate, luoghi ove il numero di abitanti è esiguo, oppure distanti dai centri abitati. Ciò è avvenuto perché in fase di scelta da parte dei Comuni ove dislocare le nuove sedi, l'intervento corporativo dei titolari di farmacia e delle organizzazioni territoriali è stato pesante, spingendo di fatto per l'emarginazione delle nuove farmacie». Ma è proprio sulle farmacie nelle aree svantaggiate che si concentra l'attenzione della replica di Gelli che accusa Mnlf di «ridurre il tutto ad un discorso di mero interesse economico» «L'unico interesse che vogliamo tutelare è quello dei cittadini» sottolinea Gelli. «La mia presa di posizione sulle farmacie è stata molto chiara fin dal principio: si deve continuare a garantire alle persone il diritto di accesso all'assistenza farmaceutica in ogni zona del Paese, soprattutto in quelle aree svantaggiate e poco abitate. Le farmacie hanno un ruolo centrale nel nostro sistema di tutela della salute - prosegue Gelli -, commentare in maniera negativa, come fa il Mnlf, che con il decreto Cresci Italia alcune nuove sedi farmaceutiche potranno aprirsi solo in Comuni molto piccoli e poco abitati vuol dire ridurre il tutto ad un discorso di mero interesse economico. Le farmacie italiane non sono solo delle piccole imprese, non lavorano solo ed esclusivamente per un tornaconto economico, rappresentano piuttosto il primo presidio del Sistema sanitario nazionale sul territorio. Il sistema di distribuzione del farmaco conclude il parlamentare democratico - deve poter funzionare anche e soprattutto nei territori più svantaggiati a tutela di tutti i cittadini italiani. Questa era la mia più grande preoccupazione».

Marco Malagutti
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