Sanità

ott42011

Mnlf: i collaboratori sono in condizioni di sofferenza

Senza alcuna possibilità di carriera o d’intraprendere la libera professione, obbligati, direttamente o indirettamente, a consegnare farmaci in violazione delle norme sulla ricetta medica, e, per di più, come evidenziato in un articolo di Farmacista33, tra i peggio pagati in Europa in rapporto al fatturato delle farmacie. Questo il quadro che il Movimento nazionale liberi farmacisti fa dei collaboratori di farmacia, «vittime di un monopolio feudale», come denuncia in una nota, arrivata all’indomani della consegna «ai ministri competenti delle prime mille firme per passare dal contratto del commercio a quello sanitario». Perché il contesto, continua la nota, è di «una regolamentazione che determina il numero di esercizi, impedisce qualsiasi mutamento, come la liberalizzazione della fascia C, e nega qualsiasi futuro che non sia quello di dipendente a vita. E ora, pur di offrire una parvenza di cambiamento, qualcuno pensa di dare seguito a quanto previsto nella Gasparri/Tomassini ed eliminare il farmacista per la vendita dei farmaci d’automedicazione. Questo non è liberalizzare, ma è un rafforzamento del monopolio esistente, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura della maggior parte delle parafarmacie ».


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