Sanità

ott12019

Morte dei fratelli a Firenze, Fofi: massima fermezza su eventuali responsabilità di farmacisti

Morte dei fratelli a Firenze, Fofi: massima fermezza su eventuali responsabilità di farmacisti

La Fofi prende posizione sul caso dei ragazzi morti a Firenze: se dovessero emergere responsabilità a carico di farmacisti si agirà con la massima tempestività e fermezza

C'è un obbligo deontologico oltre che legale, di non consegnare senza ricetta nessun farmaco che la richieda, se dovessero emergere responsabilità a carico di farmacisti, nel caso dei due fratelli deceduti a Firenze, si agirà con la massima tempestività e fermezza. Non si è fatta attendere la risposta della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, a quanto emerso finora dalle indagini della squadra mobile di Firenze che indaga sulla morte dei due ragazzi belgi trovati morti domenica scorsa probabilmente a causa - riferiscono i giornali e agenzie - dell'assunzione di farmaci a base di ossicodone, alcol e forse altre sostanze. «Il tragico episodio di Firenze non può lasciare indifferenti. Nel nostro paese - commenta il presidente Fofi Andrea Mandelli - non si conoscono fenomeni di abuso di medicinali analgesici oppioidi analoghi a quelli che si registrano in altre realtà, tuttavia occorre tenere alta la guardia. Per questo va applicata con il massimo rigore la normativa vigente, che impone la presenza di una prescrizione medica per la dispensazione di tutti questi farmaci: per alcuni la ricetta speciale per gli stupefacenti e per altri quella del SSN o quella "bianca" non ripetibile».

In attesa di accertamenti dall'indagine giudiziaria


E sull'indagine aggiunge: «Attualmente è in corso un'indagine giudiziaria che accerterà se vi sono responsabilità da parte di un farmacista e quali; quando i fatti saranno accertati, come di prassi, sarà l'Ordine Provinciale di Firenze ad assumere le iniziative disciplinari necessarie. Da parte nostra non possiamo che ribadire l'obbligo, deontologico oltre che legale, di non consegnare senza ricetta nessun farmaco che la richieda, come peraltro fanno ogni giorno gli oltre sessantamila farmacisti che operano nelle ventimila farmacie italiane. Per questo, se dovessero emergere responsabilità a carico di farmacisti si agirà con la massima tempestività e fermezza»».
Presa di posizione anche dal sindacato dei titolari delle farmacie: «Il comportamento deontologico dei farmacisti fa capo all'Ordine professionale - afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo - ma non mi sottraggo dal ribadire l'importanza di rispettare le normative per la dispensazione dei farmaci, soprattutto di prodotti molto potenti come l'ossicodone, che di certo non può e non deve essere ceduto senza prescrizione di un medico».

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