Sanità

nov302021

Nas, controlli in farmacie: sanzioni su test antigenici rapidi. Ecco i principali errori e contestazioni

Nas, controlli in farmacie: sanzioni su test antigenici rapidi. Ecco i principali errori e contestazioni

Prezzi calmierati per i tamponi, requisiti organizzativo-strutturali, esecuzione del test. Le criticità e i controlli dei Nas

Mancata applicazione dei prezzi calmierati per i tamponi antigenici rapidi, mancato rispetto dei requisiti organizzativo-strutturali, esecuzione del test senza la presenza del farmacista. Sono queste alcune delle contestazioni relative alle farmacie da parte dei Nas all'interno della campagna di controllo avviata su tutto il territorio nazionale e atta a verificare, tra gli altri aspetti, la corretta applicazione delle misure di contenimento contro il Covid-19, l'obbligo del possesso del Green Pass tra i lavoratori, la corretta attuazione delle modalità individuate nei protocolli d'intesa.


Controlli e sanzioni: sotto la lente test antigenici rapidi

All'interno dell'attività di controllo, "a oggi", fanno sapere i Nas in un punto sul sito, "sono state ispezionate oltre 12mila attività ed esercizi e, complessivamente, la maggior parte delle contestazioni hanno riguardato l'obbligo del green pass (778 in tutto, di cui 428 riferite a datori di lavoro)", mentre a seguire ci sono state "430 violazioni dovute all'inosservanza circa le operazioni di sanificazione, l'uso delle mascherine, le informazioni agli utenti e ai dipendenti sulle norme di comportamento e di distanziamento". Ma le attività di controllo hanno riguardato anche "la corretta attuazione delle disposizioni relative alle modalità di esecuzione dei testi rapidi e dei tamponi per la ricerca del COVID-19", interessando quindi farmacie e strutture sanitarie. In tutto, in questo contesto, "sono state ispezionate 1.200 strutture, sanzionando, anche penalmente, 42 gestori".


Tra le contestazioni, prezzo calmierato

Ma quali sono, nello specifico, le principali casistiche contestate? A essere rilevato dai Nas, in primo luogo, è il fatto che "l'attività diagnostica sia stata condotta in difformità alle norme e ai protocolli d'intesa": in particolare, in questo ambito, ricade "l'omesso utilizzo di dispositivi di protezione individuale", l'impiego di "locali non idonei e/o non autorizzati". Il riferimento è anche alla presenza di "inadeguatezze organizzative-strutturali nel locale, quali per esempio la mancata differenziazione dei percorsi di entrata ed uscita, nonché la presenza di merce varia accantonata nel locale. Un ulteriore aspetto che emerge dalla comunicazione dei Nas riguarda "l'applicazione di prezzi dei test superiori a quelli calmierati". In particolare, viene fatto l'esempio di una farmacia di Pisa che ha "omesso di applicare i prezzi calmierati dei test antigenici rapidi effettuati, attuando tariffe pari a 22 euro in luogo dei 15 euro e degli 8 euro se minori di 12 anni. Sono stati accertati l'esecuzione di 22 test rapidi, di cui 19 a tariffa non calmierata". Tale contestazione ha riguardato anche "il legale responsabile di un poliambulatorio che ha fissato indistintamente la tariffa a 25 euro. La sanzione è stata pari a 2mila euro".


No a esecuzione di test senza il supporto del farmacista

A essere rilevato poi è anche l'esecuzione di test in auto somministrazione da parte del paziente e non dal farmacista, "in violazione delle modalità individuate nel protocollo d'intesa". Dai Nas di Ancona, in particolare, è stato "segnalato all'Autorità Amministrativa e Sanitaria il direttore di una farmacia che consentiva agli utenti la facoltà di procedere all'auto-somministrazione del test antigenico mediante autonomo inserimento del relativo tampone nelle cavità nasali". In provincia di Modena "è stato deferito il titolare di una farmacia comunale e 3 dipendenti, anch'essi farmacisti, per aver certificato la negatività al coronavirus di alcune persone alle quali erano stati venduti kit di tamponi nasofaringei rapidi, ad uso professionale attestando falsamente, peraltro, che l'attività diagnostica fosse stata effettuata in farmacia, quando in realtà il responso era stato solo comunicato ai sanitari". Infine, c'è il caso dei "Nas Caserta, che hanno sequestrato, presso una farmacia della provincia, 62 test antigenici rapidi per la rilevazione dell'antigene SARS-COV-2 ad esclusivo uso professionale, poiché irregolarmente detenuti. È stato accertato che il titolare della farmacia ha eseguito l'attività diagnostica in locali privi dei prescritti requisiti strutturali ed autorizzativi senza, peraltro, provvedere al tracciamento dei test effettuati poiché non autorizzato all'accesso del relativo sistema informativo".

Francesca Giani
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