Sanità

lug192016

Niente pay-back per i farmacisti e grossisti, il commercialista: spesa convenzionata in riduzione

Niente pay-back per i farmacisti, il commercialista: spesa convenzionata in riduzione
Niente pay-back per i farmacisti per il triennio 2013-2015, «un risultato positivo per chi dispensa il farmaco direttamente al cittadino, che forse è una magra consolazione perché è figlio della progressiva riduzione della spesa farmaceutica convenzionata», afferma Marcello Tarabusi, commercialista dello studio Guandalini di Bologna, parlando con Farmacista33. Infatti, secondo il comma 10 dell'Art. 21 del decreto legge 24 giugno 2016 n. 113 «l'Aifa deve elaborare il calcolo della quota del superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale a carico della filiera distributiva per i soli medicinali di fascia A erogati in regime di assistenza convenzionale», spiega Tarabusi. E come ripianano a uno sforamento gli attori della distribuzione? «Incrementando lo sconto dello 0,64% a beneficio del Ssn per assicurare il recupero del 90% della variazione, con riferimento agli anni 2013 e 2014 e nella misura dell'80% con riferimento all'anno 2015 - afferma Tarabusi - La filiera deve ripagare quello sconto dello 0.64% che oggi viene applicato al prezzo dei farmaci: il medicinale che andrebbe fuori a 1 euro, va fuori a 1 euro meno 0,64 centesimi, che sono a carico della filiera». Tuttavia, per farmacisti e distributori lo sfondamento non c'è stato «perché c'è stata una contrazione della spesa farmaceutica convenzionata negli anni 2013 - 2014 - 2015», spiega Tarabusi. Per quanto riguarda il pay-back delle aziende farmaceutiche, invece, il conto da pagare è salato: dovrebbero entrare nelle tasche delle Regioni 1,517 miliardi in totale per il triennio. A darne notizia è l'Aifa e l'indiscussa protagonista delle spese è l'ospedaliera, per la quale Roche è chiamata a un pay back di 158,2 mln, al secondo posto si colloca Janssen con 127 mln e a seguire Novartis con 85,8 mln, Abbvie con 75 mln, Pfizer con 69,1, Gilead a 60, Amgen a 51,8, Merck Sharpe&Dohme a 47,3 mln. Quasi la metà della spesa territoriale (40.6%), invece, sarà a carico di Gilead con un pay back di 91.6 mln. Tuttavia, alcuni ricorsi da parte delle aziende, hanno momentaneamente bloccato in un limbo giudiziario 285 mln. La causa sembrerebbe essere un calcolo errato del pay back della spesa ospedaliera, all'interno della quale sarebbero stati conteggiati anche i farmaci di fascia A dispensati tramite distribuzione diretta.

Attilia Burke
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