Sanità

gen272012

Norma sul generico, il Ministero chiarisce

La norma sul generico è diretta a favorire l'uso di medicinali equivalenti a più basso costo. In questo senso, è il chiarimento del Ministero, la sostituzione in farmacia deve intendersi senza alcuna distinzione tra farmaci griffati e farmaci generici.

La norma sul generico contenuta nel Dl liberalizzazioni è diretta a favorire l'uso di medicinali equivalenti a più basso costo. In questo senso, la sostituzione in farmacia deve intendersi riferita a tutti i medicinali che risultino equivalenti a quello specificato dal medico, senza operare alcuna distinzione tra farmaci griffati e farmaci generici. Un chiarimento alla lettura del comma 9 dell’articolo 11 che arriva dal ministero della Salute e che era quanto mai necessario. «Un'interpretazione letterale della disposizione» sottolinea il Ministero in una nota «potrebbe indurre a ritenere che al farmacista venga imposto di dare al cliente (che non esprima una diversa volontà) il medicinale con denominazione generica avente il prezzo più basso tra i medicinali di uguale composizione, anche quando tale prezzo risulti uguale o addirittura superiore al prezzo del medicinale con marchio indicato come prima scelta dal medico». Mentre l’obiettivo è «favorire l'uso di medicinali equivalenti a più basso costo, in tutti i casi in cui non sussistano specifiche ragioni sanitarie che rendano necessario l'impiego dello specifico medicinale indicato dal medico». La sostituzione «quindi deve intendersi riferita a tutti i medicinali che risultino equivalenti a quello specificato dal medico, senza operare alcuna distinzione fra medicinali con marchio e medicinali a denominazione generica». Intanto dalla Fimmg arriva una nuova protesta: «Ci giungono segnalazioni dalle province che alcuni software che gestiscono le schede informatiche dei medici di medicina generale indicano sulla ricetta, in automatico, accanto al farmaco prescritto la dicitura “sostituibile con equivalente generico di minor prezzo”. Non accettiamo da parte di nessun produttore di software un'intrusione così arbitraria nell'attività professionale del medico mediante una lettura, a dir poco soggettiva, delle indicazioni presenti nel decreto sulle liberalizzazioni. Abbiamo convocato con urgenza un incontro con tutti i produttori di software per la medicina generale per esporre la nostre ragioni. Nel frattempo li diffidiamo da queste pratiche».


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