Sanità

gen202017

Numero chiuso a Farmacia, Fenagifar: programmazione su necessità oggettive

Numero chiuso a Farmacia, Fenagifar: programmazione su necessità oggettive
Numero programmato «in base a necessità oggettive», aggiornamento delle materie di studio e tirocinio «solo dopo aver terminato tutti gli esami curriculari da concludere con un vero e proprio esame». Questi gli argomenti su cui la Fenagifar ha presentato le proprie proposte in occasione dell'audizione presso la Fofi sulla riforma del piano di studi del Corso di Laurea in Farmacia. Secondo la presidente della Federazione Pia Policicchio, la programmazione va «fatta in base a necessità oggettive, deve essere regolata attraverso un numero limitato di posti ad accesso controllato come avviene nella Facoltà di Medicina e la prova di ammissione si deve svolgere nella stessa data».

E aggiunge: «Questo per evitare, come spesso accade, che diventi una professione di ripiego e senza convinzione di priorità, con il rischio di immettere sul mercato professionisti "scontenti o poco convinti" che però vanno ad infoltire la massa di coloro che rimangono inoccupati o disoccupati. Lo scopo ultimo è avere un innalzamento qualitativo della professionalità del farmacista e fornire la possibilità di un reale sbocco lavorativo». Proposte anche sulle materie di studio: «L'evoluzione dei tempi rende necessaria una professione profondamente rinnovata; argomenti come veterinaria, omeopatia, dispositivi medici, farmaci innovativi, gestione economica, solo per fare alcuni esempi, devono essere obbligatoriamente presenti nel bagaglio formativo del farmacista. La farmacia oggi, è una vera e propria impresa dove ogni unità è chiamata a portare un contributo attivo e consapevole; pertanto necessita di un'adeguata formazione, che deve essere garantita in maniera uniforme sul tutto il territorio».

Infine il tirocinio che, secondo Fenagifar, «dovrebbe espletarsi solo dopo aver terminato tutti gli esami curriculari e concludersi con un vero e proprio esame che dovrebbe essere giudicato da una commissione composta da docenti universitari e farmacisti dell'Ordine di riferimento». Ed è nell'ottica di una professionalità sempre più potenziata che Policicchio sottolinea la «inaccettabilità» delle dichiarazioni dell'Ad della Conad dott. Pugliese: «Vuole far passare il valore della professionalità attraverso un'unica chiave di lettura che è quella di tipo economica. Non sarà mai cosi perché il farmacista è un professionista che non abdicherà mai alla sua funzione di tutela della salute del cittadino». (SZ)
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