Sanità

mar82019

Nuova Remunerazione, Assofarm: Patto per la Salute può essere il momento buono

Nuova Remunerazione, Assofarm: Patto per la Salute può essere il momento buono
Il prossimo Patto per la Salute potrebbe essere il momento buono per avviare il processo di definizione di una Nuova Remunerazione che deve svincolarsi dal "mero fatturato", valorizzare i servizi cognitivi del farmacista, e deve "accompagnarsi ad un vero e proprio sistema di presa in carico". Questo il commento di Venanzio Gizzi Presidente di Assofarm, sullo stato dell'arte del percorso per la nuova remunerazione alla luce di quanto emerso agli Stati Generali della farmacia e in vista del nuovo incontro del tavolo tecnico, annunciato per la prima decade di marzo.
Secondo Gizzi sembra vicino il momento in cui "attendere la politica al varco delle sue promesse" e la farmacia sembra avere "idee più chiare e condivise su cosa debba offrire a politica e istituzioni per ottenere un deciso e decisivo cambio di rotta nelle relazioni Ssn-Farmacie". Con queste premesse, e comunque "15 anni indietro rispetto i casi di successo del nostro continente", potrebbe essere la volta buona se la nuova remunerazione avrà due caratteristiche. "La prima è l'emancipazione della remunerazione dal mero fatturato. Il perché è ovvio: se il farmacista vuole essere un professionista della salute, se chiama chi gli sta di fronte paziente e non cliente, allora è evidente che il suo lavoro non può essere valorizzato attraverso una sorta di margine commerciale sul prodotto che dispensa. Un sistema che non compie questo salto evolutivo condanna la farmacia a rimanere un negozio e non un presidio sanitario. La seconda caratteristica è la conseguente valorizzazione dei servizi cognitivi del farmacista. Il suo valore aggiunto non consiste nella mera consegna del farmaco-prodotto, ma nello sviluppo di un rapporto consulenziale col paziente. Concetti come Medicine use review o Pharmaceutical care fanno tutte riferimento ad un comune approccio di presa in carico del paziente lungo tutta la sua terapia farmacologica". Il presidente di Assofarm che tutti i sistemi sanitari europei riformati hanno queste due caratteristiche perché i problemi affrontati "sono comuni: diminuzione delle risorse pubbliche, aumento delle malattie croniche dovuto all'innalzamento dell'età media della popolazione. Di fronte a questo mix potenzialmente devastante di problemi il percorso riformatore è tracciato: una nuova remunerazione deve accompagnarsi ad un vero e proprio sistema di presa in carico". E ricorda il progetto Adhere nel territorio dell'Azienda Usl Toscana sud est: "Il segnale più forte che mettiamo sul tavolo delle riforme a proposito della nostra volontà di andare davvero avanti su questa strada. D'altronde, altre strade non sembrano esserci. Se la politica o alcuni farmacisti ne indicheranno, dovranno certamente supportare le loro posizioni da numeri solidi".
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