Sanità

ott232015

Nuova remunerazione, filiera al Tavolo Mise spinge su acceleratore

Nuova remunerazione, filiera al Tavolo Mise spinge su acceleratore
Il termine per arrivare a una nuova remunerazione è, come si ricorderà, a fine anno. Ed è alla luce di questa scadenza che nel tavolo del Mise sulla farmaceutica, svoltosi mercoledì con la partecipazione della filiera, insieme alle istituzioni, è emersa l'esigenza di rimettere in moto il percorso in modo da formulare al più presto un documento. Una necessità promossa da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «anche perché il rischio è di vedersi calare dall'alto un nuovo sistema» e sostenuta da un appello a tutta la filiera lanciato da Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, perché si arrivi nel più breve tempo possibile a un accordo per «una nuova remunerazione che sia anche in grado di valorizzare la professione e l'avvii verso una farmacia della salute e dei servizi». «Il tempo è poco» spiega Mirone «e il contesto è di una marginalità che si sta riducendo sempre di più, complice il continuo abbassamento del prezzo medio della ricetta, e sulla quale dobbiamo ancora vedere le conseguenze delle rinegoziazioni dei prezzi portate avanti dall'Aifa in relazione alla revisione del prontuario per categorie terapeuticamente assimilabili. Per questo al tavolo del Mise abbiamo rilanciato il tema e ci faremo promotori nei confronti della filiera, farmacie e distributori, per riavviare il percorso e riformulare una nuova proposta da presentare alle istituzioni. Se il prossimo incontro con il Mise è previsto tra circa un mese» continua Mirone «è nostra intenzione spingere per arrivare già a quell'incontro con una proposta». Per quanto riguarda l'accordo del 2012, «se può essere una base di partenza è difficile dirlo perché occorre calarlo e verificarlo in una realtà che a distanza di tre anni è decisamente mutata e quello che dobbiamo proporre è un sistema sostenibile per il Ssn». E certamente «sarebbe anche opportuno che in un discorso sulla remunerazione potesse rientrare una discussione su Dpc, diretta e convenzionata, nella direzione di una risistemazione verso criteri più rigorosi e meno soggetti a discrezionalità regionali e locali». Per quanto riguarda il tema, in un certo senso connesso, dei servizi, per la quale era stata messa in luce la necessità di una modifica legislativa sulle modalità di finanziamento, «si tratta di tematiche per le quali ci dovrà essere anche un raccordo con il ministero della Salute e il Mef».

«Quello che abbiamo notato» aggiunge Gizzi «è una sensibilità, condivisa un po' da tutti, sulla questione della remunerazione e questo credo sia un buon punto di partenza. Anche perché accanto a un valore medio della ricetta che è in continua discesa, c'è un sistema stretto tra tagli e definanziamenti. Ci sentiamo, allora, di lanciare a tutta la filiera un appello per cogliere questa occasione in modo da arrivare nel più breve tempo possibile a un accordo, cercando di trovare punti di condivisione pur in una differenziazione di posizioni. E credo che, in questa direzione, proprio anche alla luce dei tagli al Ssn, sia ormai irrimandabile una valorizzazione della professionalità del farmacista, che deve poter operare appieno nel sistema salute, generando risparmi e favorendo una qualità di vita della popolazione: il momento, infatti, richiede che si dia espressione piena alle competenze del farmacista. Per questo, la necessità è di trovare un accordo per una remunerazione che valorizzi veramente la professionalità del farmacista e lo avvii verso una farmacia della salute e dei servizi».

Francesca Giani
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