Sanità

gen192018

Nuova tariffa, sconti sui galenici possibili e da valutare in alcune situazioni. Ecco le regole

Nuova tariffa, sconti sui galenici possibili e da valutare in alcune situazioni. Ecco le regole
Effettuare sconti sulla galenica è, come per tutti i medicinali, possibile e in alcune situazioni, soprattutto laddove il paziente ne fa un uso con costanza e per lunghi periodi di tempo, come nel caso di patologie rare, può essere uno strumento per andare incontro alle sue necessità e avvicinare in maniera più graduale il costo a quello previsto dalla Nuova Tariffa. A fare la riflessione Paola Minghetti, presidente Sifap, a cui abbiamo sottoposto la questione. «La legge Bersani» spiega «ha introdotto la possibilità, condivisibile o meno, di fare sconti sui medicinali e la galenica è compresa. Va detto che non è stata prevista una regolamentazione specifica per i farmaci. Le uniche indicazioni presenti nella normativa riguardano il fatto che gli sconti vanno dichiarati in maniera chiara, apponendo il prezzo finale accanto al prezzo iniziale, e soprattutto non possono essere fatti alla singola persona, ma si tratta di una politica di prezzo decisa a priori dalla singola farmacia e poi applicata a tutti». Non solo, quindi, lo sconto sulla galenica è possibile ma «in alcuni casi può essere uno strumento utile da valutare».

In che termini? «Premetto che la nuova tariffa, lo ribadiamo ancora una volta, è frutto di una valutazione effettuata dal ministero della Salute insieme alla categoria, rappresentata dalle varie sigle che erano presenti al tavolo, ed è quindi un risultato ritenuto congruo dallo stesso ministero e dalla professione. Ma, certamente, l'impatto per i pazienti c'è stato e, soprattutto in alcune situazioni, come per esempio in presenza di patologie rare, si è fatto sentire con più forza. Anche perché qui si parla di salute e la galenica, in determinati casi, è una necessità imprescindibile». Per altro, il contesto nel nostro Paese, anche sul fronte della rimborsabilità da parte del Ssn, risente di una grande disomogeneità: «C'è purtroppo un forte variabilità regionale. Ci sono aree come le province autonome di Trento e Bolzano che hanno un rimborso più esteso, mentre altre regioni che hanno fissato regole e modalità di rimborso per determinate situazioni. Così si possono trovare regioni con possibilità di rimborso per le malattie rare, o per la pediatria, in determinati casi, o per la cannabis; ci sono poi alcune regioni in cui l'accesso avviene tramite i presidi del territorio, altre attraverso l'ospedale. La situazione è variegata e non sempre semplice per il paziente». A maggior ragione, allora, «lo sconto può essere di aiuto diventando anche uno strumento per andare incontro al paziente, soprattutto laddove l'uso della galenica avviene in maniera costante e per periodi di tempo lunghi, e può diventare un modo per avvicinare in maniera più graduale e meno impattate il prezzo a quello previsto dalla tariffa nazionale. Nelle altre situazioni credo che il farmacista debba iniziare a fare capire ai cittadini che ci sono farmaci che nello stesso arco di tempo sono aumentati anche del 700% e per tutto questo tempo, caso mai, i farmacisti hanno assorbito sulle loro spalle un mancato adeguamento ai costi vivi che la galenica comporta. D'altra parte, il metodo di calcolo utilizzato per l'adeguamento dei prezzi, quanto alla logica, è lo stesso di 25 anni fa e vede un riconoscimento del prezzo di mercato della materia prima a cui si aggiunge il costo del lavoro espresso in termini di tempo».


Francesca Giani
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