Sanità

feb142011

Nuove regole per farmacisti laureati all’estero

Cambiano le regole in materia di riconoscimento dei titoli conseguiti in paesi della Comunità europea o extracomunitari. L’aggiornamento arriva dal decreto ministeriale 268/2010, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di sabato scorso. Il testo (che riguarda anche medici, farmacisti, odontoiatri, psicologi, ostetrici, tecnici di radiologia e infermieri) sottopone il farmacista che presenta domanda per il riconoscimento dei titoli maturati all’estero a un esame attitudinale diretto «ad accertare le conoscenze, le competenze e le abilità necessarie per l'esercizio della professione», imperniato sulle materie che «non sono contemplate dai titoli di formazione del richiedente e la cui conoscenza è condizione essenziale per poter esercitare in Italia la relativa professione». L’esame, in particolare, consiste in una prova scritta o pratica e in una prova orale, subordinata al superamento della prima. Lo scritto consiste in un questionario a risposta multipla, la prova pratica in una dimostrazione di competenze e abilità «inerenti l'esercizio della professione e riferite a casi operativi». In caso di esito positivo dell’esame, il candidato accede a un periodo di tirocinio formativo non superiore ai tre anni, da effettuare nelle università sede di corso di laurea, negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss) o in una struttura ospedaliera del Ssn. Al termine, una relazione curata dai tutor del tirocinante e trasmessa al ministero della Salute certificherà la preparazione del professionista o valuterà l’opportunità di un prolungamento del tirocinio.


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