Sanità

giu192020

Nuovi anticoagulanti orali, Aifa: prescrizione ai medici di famiglia. Farmacisti: potenzia l'assistenza territoriale

Nuovi anticoagulanti orali, Aifa: prescrizione ai medici di famiglia. Farmacisti: potenzia l’assistenza territoriale

La prescrizione dei "nuovi anticoagulanti orali" si estende ai medici di famiglia che possono trattare con nuove molecole la fibrillazione atriale non valvolare. La determina Aifa pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 giugno 2020

La prescrizione dei "nuovi anticoagulanti orali" si estende ai medici di famiglia. È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 giugno 2020 la determina Aifa che adotta la Nota 97 con effetto immediato, consentendo al medico di medicina generale di trattare, oltre che con acenocumarolo, con "nuove" molecole Nao la fibrillazione atriale non valvolare (Fanv).

Plauso dei medici

Alla misura dà il benvenuto anche il presidente Fnomceo Filippo Anelli, medico di famiglia, il quale ricorda come per il paziente si prospetti il vantaggio di essere seguito da vicino nel follow-up, nel monitoraggio dell'aderenza alla terapia, della tollerabilità e dei possibili effetti secondari. Finisce un'anomalia tutta italiana secondo il segretario nazionale Fimmg Silvestro Scotti, che ventila ulteriori evoluzioni a seguito di un incontro con il Dg dell'Agenzia del farmaco Nicola Magrini in presenza del ministro Roberto Speranza. «Già nei prossimi mesi si metterà a punto la possibilità di estendere la prescrivibilità anche ai farmaci per il diabete e per la Bpco», afferma Scotti. Il diabete è in pole, ma prima di parlarne va ricordato come la prescrivibilità di farmaci di prima linea ai pazienti cronici ad opera del medico di famiglia è questione decennale. Proprio sui farmaci anti-diabete, la Società italiana di medicina generale (Simg) ha chiesto all'Aifa di essere convocata per concordare le modalità atte ad abolire in tempi strettissimi i piani terapeutici per gliptine, glifozine ed incretine. «È pronta una nostra proposta di "nota alternativa"», annuncia il presidente Claudio Cricelli. «Per incretine e glifozine abbiamo elaborato una nostra proposta di "nota di raccomandazioni" sostitutiva degli attuali piani terapeutici, con tutte le informazioni scientifiche e le procedure da rispettare per un'appropriata prescrizione». Cricelli ricorda come la medicina generale italiana disponga di sistemi di tracciatura dei dati prescrittivi sui propri gestionali e sia disponibile a condividerli con Aifa e altre istituzioni interessate a monitorare e valutare i comportamenti. «Per l'uso di Dpp4i, Sglt2 e Glp1, un documento/nota Simg verrà discusso con Società italiana di diabetologia, Associazione medici diabetologi e le altre sigle dell'associazionismo che si cura della patologia diabetica - afferma Gerardo Medea, responsabile Simg per il Diabete - e verrà inviato al Ministro Speranza e all'Aifa con la richiesta di aprire un confronto immediato di carattere scientifico e professionale».

I farmacisti: indispensabile per potenziare l'assistenza territoriale

«Non possiamo che apprezzare la decisione dell'Aifa di estendere anche ai medici di famiglia la prescrizione dei nuovi anticoagulanti orali - commenta dice il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, Andrea Mandelli -. Permettere ai medici di medicina generale la prescrizione dei nuovi trattamenti per importanti patologie croniche, come la fibrillazione atriale e il diabete, è indispensabile per potenziare l'assistenza territoriale». Mandelli aggiunge di sostenere «la proposta della Simg di estendere questa possibilità anche agli antidiabetici di nuova generazione, le incretine e le glifozine, mantenendo il nuovo regime anche dopo la fine dell'emergenza Covid-19» «È un passaggio fondamentale per far sì che il paziente cronico venga preso in carico dall'assistenza territoriale, diminuendo il carico di lavoro dell'ospedale. Tuttavia, l'inversione di tendenza per essere completa deve prevedere la distribuzione di questi farmaci attraverso le farmacie di comunità. Da tempo la spesa farmaceutica territoriale è sotto controllo e ben inferiore al tetto programmato, ed è venuto il momento di investire questo risparmio nel trasferimento dell'innovazione farmacologica sul territorio a tutto vantaggio del paziente, come sottolineato recentemente anche da Cittadinanzattiva» conclude Mandelli.
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