farmaci

set272011

Nuovi approcci biotech per le ulcere cutanee

Microsfere per la riparazione tissutale, induttori dermici per lesioni agli arti inferiori e membrane per la ricostruzione dei tessuti rappresentano il nuovo approccio di cura delle ulcere cutanee (venose, arteriose, diabetiche e da pressione) presentati al Congresso nazionale Aiuc (Associazione italiana ulcere cutanee), tenutosi ad Ancona. «Il vantaggio di questi prodotti nella cura delle lesioni cutanee sta nella loro capacità di creare e sostenere un ambiente ottimale per l'attività cellulare necessaria per la riparazione dei tessuti» sottolinea Gerit Mulder, professore di Chirurgia e Ortopedia presso l'Università di California, San Diego, Dipartimento di Chirurgia e Divisione Trauma. «Medicazioni e prodotti tradizionali» continua Mulder «non consentono di modulare l'attività cellulare né di influenzarla direttamente. Questi prodotti invece possono agire anche come rivestimenti biologici che proteggono la lesione dall'ambiente esterno». I trattamenti sono stati presentati da Teva, che ha puntato sul biotech per affrontare il problema delle lesioni cutanee croniche e che nel 2012 conta di lanciare un farmaco per la cura delle ulcere: «si tratta» fa sapere l’azienda «di un agente per il debridement enzimatico dei grandi ustionati, innovativo come approccio, perché combina i vantaggi della rimozione chirurgica dei tessuti non vitali con quelli dell'approccio non invasivo».


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