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gen262016

Nuovo farmaco anti-obesità disponibile in farmacia

Nuovo farmaco anti-obesità disponibile in farmacia
Approvato dalla European Medicine Agency (Ema), da fine dicembre è disponibile in Italia nelle farmacie il nuovo farmaco su prescrizione contro l'obesità liraglutide. Venduto con il nome commerciale Saxenda (Novo Nordisk), la nuova molecola "anti-obesità" è un agonista dei recettori del GLP-1, categoria di farmaci che interferiscono con il sistema delle incretine, già conosciuti ed utilizzati nei pazienti con diabete di tipo 2 per ridurre la glicemia postprandiale attraverso un meccanismo glucosio-dipendente che "non interferisce con la glicemia in un paziente non diabetico, se non migliorando i parametri glicemici", spiega il presidente della Società Italiana di Obesità Paolo Sbraccia, durante la conferenza "Obesità, il peso della malattia, le novità e le cure" che si è tenuta a Palazzo Ferrajoli a Roma. Rispetto ai farmaci anti-obesità del passato «liraglutide ha un'azione farmacologicamente diversa, che consente l'utilizzo in una platea maggiore perché può essere assunto anche da persone ipertese e con problemi cardiovascolari» afferma Fabrizio Muratori, Direttore della struttura complessa endocrinologia e diabetologia, azienda ospedaliera San'Anna di Como «Grazie a questo medicinale si potrà evitare di mandare molti pazienti alla chirurgia bariatrica». Il nuovo farmaco non solo è sui pazienti a rischio, ma migliora parametri come pressione arteriosa sistolica e la gravità dell'apnea ostruttiva nel sonno. A dimostrarlo i 4 studi di fase 3 randomizzati in doppio cieco (Scale) nei quali sono stati arruolati complessivamente 5.358 pazienti. Gli studi hanno dimostrato l'efficacia e la sicurezza di liraglutide per la gestione del peso corporeo: in 56 settimane 1 paziente trattato con liraglutide su 3 aveva perso il 10% del proprio peso corporeo. La molecola anti-obesità agisce alterando la risposta del cervello al cibo riducendo l'appetito e aumentando la soddisfazione del paziente durante il pasto. Precedenti studi avevano evidenziato che nelle persone obese la risposta del cervello difronte a immagini di cibo è aumentata, mentre il meccanismo di ricompensazione durante il consumo del pasto è ridotto, con il risultato che la persona è spinta a mangiare troppo. Coinvolti in questo meccanismo sembrerebbero essere proprio i recetti del Glp-1. «Quando si mangia, vengono rilasciati diversi ormoni tra cui il Glp-1 - spiega Muratori - solitamente l'azione di questo ormone dura due minuti, grazie a liraglutide quest'azione è perpetuata nel tempo». Il farmaco verrà prescritto a chi ha più di 30 di indice di massa corporea o a chi ha più di 27 con comorbidità come diabete, ipertensione e dislipidemia. Il dosaggio è di 3mg al giorno per iniezione sottocutanea con penna preriempita. Questi 3 mg vengono raggiunti gradualmente aumentando ogni settimana di 0.6 mg. Si parte da 0.6 mg la prima settimana. Quando si arriva al mese pieno parte una conta dei tre mesi che permetterà di capire se il paziente è eleggibile per questo tipo di terapia, infatti «esiste un 20% della popolazione che non risponde in maniera adeguata alla terapia», sottolinea Paolo Sbraccia presidente Sio (Società italiana obesità).
Dopo 3 mesi di terapia piena si fa il punto della situazione: se il paziente ha perso almeno il 5% del proprio peso corporeo è possibile che arriverà ad un dimagrimento anche del 15% in un anno, se invece non viene raggiunto un target del 5% in 3 mesi è meglio sospendere la terapia. Gli studi hanno dimostrato che l'efficacia viene mantenuta almeno a 3 anni dall'inizio della terapia. Attualmente liraglutide non è rimborsabile e il costo della terapia da 3 mg è di 360 euro al mese, ma «la speranza è che in un futuro venga impiegato nelle strutture pubbliche - commenta Muratori - Il farmaco potrà essere usato in terapia anche intermittente e con flessibilità». Il farmaco è prescrivibile da medici internisti, endocrinologi, cardiologi e specialisti in scienze della nutrizione. Bisogna comunque sottolineare che quando si toglie il farmaco il paziente riprende peso: «l'obesità è una malattia cronica come il diabete, e in quanto tale va trattata cronicamente», commenta Sbraccia.

Attilia Burke
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