Sanità

nov272020

Nuovo modello di farmacia. Fenagifar e Farma Academy: le sfide dai servizi alla sostenibilità economica

Nuovo modello di farmacia. Fenagifar e Farma Academy: le sfide dai servizi alla sostenibilità economica

In questo momento di cambiamento si prospetta un nuovo modello per la farmacia: dalla formazione all'integrazione dei servizi territoriali e la sostenibilità economica. Gli argomenti affrontati da Fenagifar e Farma Academy a FarmacistaPiù

In questo momento di grande criticità e cambiamento dovuto alla pandemia in corso, si prospetta un nuovo modello per la farmacia. I punti nodali passano dalla formazione all'integrazione dei servizi territoriali, dalla conferma del ruolo sociosanitario della farmacia attraverso la multidisciplinarietà al patrimonio dei dati raccolti dalle comunità scientifiche, alla necessità della comunicazione fra i professionisti della salute coinvolgendo il paziente nel percorso di cura e, non per ultima, alla sostenibilità economica "dell'azienda farmacia". Questa è la sintesi di quanto emerso nella sessione promossa da Fenagifar e Fondazione Farma Academy dal titolo "Affrontare il cambiamento: dall'analisi delle criticità emerse in epoca Covid19 all'evoluzione del ruolo del farmacista". La sessione di analisi e approfondimento, moderata da Carolina Carosio, presidente Fenagifar, si è svolta all'interno della settima edizione di FarmacistaPiù, il congresso dei farmacisti italiani, quest'anno in format digitale, realizzata con il patrocinio di Fofi su iniziativa di Federfarma, Fondazione Cannavò, Utifar e il partenariato organizzativo di Edra.

Il farmacista di prossimità importanza percepita da cittadini, ma non dalla politica

Maurizio Pace, presidente della Fondazione Farma Academy, ha aperto i lavori con una riflessione su quello che ha portato l'epidemia nella professione del farmacista: «Questi mesi hanno ben delineato l'impegno dei farmacisti e della nostra federazione - ha sottolineato Pace -. Questa epidemia ha portato alla ribalta il farmacista di prossimità, un professionista competente impegnato sul territorio al servizio della collettività, un esperto del farmaco in prima linea. Anche in questa seconda ondata pandemica la nostra professione è un punto di riferimento importante per tutti i cittadini. Il farmacista - ha evidenziato Pace - ha sempre avuto questa importanza sociosanitaria, percepita dall'opinione pubblica, ma non dalla classe politica. Oggi, invece, siamo arrivati alla presa d'atto dell'importanza della farmacia nella nostra società e la nostra classe governativa sta iniziando a capirlo. Il farmacista è già parte proattiva nella salvaguardia della salute della popolazione, - ha continuato il Presidente - un sostegno fondamentale nella continuità terapeutica. Oggi, infatti, non si muore solo di coronavirus perché le patologie croniche continuano ad esistere. Occorre una seria programmazione di dispensazione del farmaco più oculata e corretta -ha concluso Pace - introducendo tutte le risorse possibili, compresa la professionalità e la competenza dei farmacisti, garantendo quei livelli essenziali di assistenza che oggi purtroppo stanno venendo a mancare in alcune parti del nostro territorio».

Cittadinanzattiva: ridisegnare il Servizio sanitario nazionale del futuro

«La pandemia ha nei fatti portato ad una accelerazione del cambiamento a cui stiamo assistendo - ha affermato Antonio Gaudioso, segretario generale Cittadinanzattiva - Ad esempio, eventi come la distribuzione dei farmaci a domicilio, compresi i dispositivi medici per i malati cronici e la ricetta dematerializzata, dopo anni di discussioni, sono diventati realtà in pochissimo tempo. Nel nostro Ssn sono tanti i nodi venuti al pettine per colpa di decisioni non prese nel passato, di carattere organizzativo e di carattere tecnologico - ha evidenziato il Segretario -. Abbiamo a disposizione un valore inestimabile rappresentato dai nostri professionisti della salute ed è inaccettabile che questo bagaglio di professionalità non sia integrato nel Ssn con ruoli chiari, come sono inaccettabili le disuguaglianze nei servizi al cittadino che abbiamo sul territorio - ha sottolineato Gaudioso. Su questo c'è bisogno di un grande lavoro congiunto da parte delle organizzazioni civiche, dei soggetti del mondo scientifico e dei professionisti della salute, perché questo è il momento di ridisegnare il Servizio sanitario nazionale del futuro, un percorso nuovo che passa non solo dal servizio ospedaliero, ma attraverso tutti gli attori della filiera della salute: un nuovo asse su cui si gestiscono i percorsi di cura di oggi e del futuro. In quest'ottica - evidenzia il Segretario di Cittadinanzattiva - non dobbiamo dimenticare che, per una stesura adeguata dei protocolli, occorre anche il coinvolgimento del paziente e della cittadinanza. Questo rafforza quell'elemento di carattere fiduciario per il governo di un qualsiasi sistema complesso, non solo del Ssn, ma della presa in carico dei problemi legati alla salute che in questa fase storica è molto complesso. Per questo - conclude Gaudioso - l'unico modo per far sì che le persone sfruttino in modo appropriato e corretto il Ssn e le opportunità scientifiche è quello di rafforzare il rapporto di fiducia, riducendo le distanze con informazioni trasparenti e univoche, attraverso mediatori territoriali come sono anche i farmacisti».

Fare tesoro delle criticità

Giovanni Paoletti, immunologo Humanitas Clinical and Research Center Irccs, ha evidenziato che, dopo le criticità sorte nella prima ondata pandemica nella sinergia tra le diverse figure professionali sul territorio, c'è stata una riorganizzazione ed una presa di consapevolezza: «Le criticità tra ospedali e territorio erano già esistenti e la crisi le ha fatte emergere fortemente - ha sottolineato l'immunologo-. Si è avuta la necessità di chiudere alcuni servizi gestendo pazienti solo in urgenza ma, per quel che riguarda la mia esperienza - spiega Paoletti - l'ospedale in cui opero si è riorganizzato per riuscire a mettere in atto protocolli di adesione alla terapia domiciliare attraverso una stretta collaborazione con la farmacia ospedaliera e l'ufficio flussi. Credo fortemente nella gestione multidisciplinare del malato - ha evidenziato Paoletti - per ottimizzare il percorso di cura adeguato. Noi abbiamo fatto tesoro delle criticità passate e oggi stiamo riuscendo a gestire i pazienti nel modo più adeguato possibile. In questo senso - ha concluso l'immunologo - penso che una collaborazione stretta tra i professionisti della salute, compreso anche un farmacista territoriale ben formato, sia un elemento indispensabile e necessario per tutta la popolazione, che porterebbe grossi sgravi, anche economici, al Ssn».

Farmacista osservatore privilegiato nella ricerca di "real life"

«Abbiamo cercato di fare una fotografia chiara di quello che accaduto nel mondo della farmacia italiano in questo terribile periodo - ha affermato Corrado Giua Marassi, presidente della Sifac, Società italiana di farmacia clinica -. Il farmacista si è trovato improvvisamente ad essere l'unico referente sul territorio. L'assenza fisica della medicina generale ha fatto diventare il farmacista un punto di riferimento, sia nella gestione dei disturbi minori che nell'ambito della aderenza alla terapia del paziente cronico. Sta nascendo la consapevolezza di acquisire ancora più competenza clinica per la gestione dei percorsi di cura ai malati. Le farmacie, inoltre, - ha spiegato Giua Marassi - sono diventate dei centri erogatori di informazioni sanitarie, sul modello inglese e spagnolo che già prevede servizi di consulto. Questo ci porta per forza a riflettere verso quale formazione e competenze occorrerà sviluppare per sostenere il paziente. Dai nostri studi clinici - ha continuato Giua Marassi - emerge l'esigenza di un farmacista sempre più proteso verso il malato, attraverso una formazione certificata ed integrata nelle esigenze della filiera sanitaria nazionale. I farmacisti stanno inoltre scoprendo un nuovo ruolo da "detector" dei dati clinici osservazionali sui pazienti, perché la capillarità delle farmacie sul territorio e lo stretto contatto con la popolazione le pone come un osservatore privilegiato nella ricerca di "real life" che sta acquisendo un valore sempre crescente. Questo - spiega il Presidente - consente di monitorare l'efficacia e la sicurezza di un farmaco nel lungo periodo in fasce di popolazione ampie, cosa che talvolta non è possibile effettuare nei ristretti tempi della sperimentazione».
Franco Falorni, dottore commercialista specializzato nella farmacia e titolare dello Studio Falorni, si è invece soffermato sulla necessità della sostenibilità economica del sistema farmacia: «Il farmacista è vaccinato al cambiamento e la farmacia ha un'ampia esperienza nel cavalcare le novità. Occorre, però, trovare dei mezzi nuovi per sostenere economicamente il sistema farmacia, che in questo periodo pandemico ha subito dei forti contraccolpi. La farmacia è un soggetto socialmente utile - ha spiegato Falorni - ed occorre mettere in evidenza questo valore sociale. Il servizio quotidiano del farmacista è fondamentale per la popolazione, ed il valore della farmacia di prossimità, soprattutto in questo periodo, non può non passare dalla sostenibilità economica "dell'azienda". Per raggiungere dei buoni standard e dei risultati economici sostenibili, la farmacia - sottolinea Falorni - deve passare per forza dalla formazione, attraverso un percorso ed una linea chiara e comune dettata soprattutto da leader istituzionali capaci».

Cristoforo Zervos
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