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mag292019

Nuovo vaccino anti-influenza in arrivo in Italia, Iss: meno probabilità di mutazioni virali

Nuovo vaccino anti-influenza in arrivo in Italia, Iss: meno probabilità di mutazioni virali

Vaccino antinfluenzale, nuovo quadrivalente prodotto con tecniche di coltura cellulare promette diminuzione nelle possibilità di mutazione

Al posto del vaccino realizzato con il tradizionale sistema di crescita su uova, arriva in Italia il primo vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto con tecniche di coltura cellulare. Questa nuova tecnica promette una risposta immunitaria più mirata all'infezione rispetto alla normale coltivazione del virus nelle uova embrionate di pollo.
«Avere un vaccino che viene prodotto su cellule, invece che su uova, potrebbe dare dei vantaggi come quello di diminuire la probabilità di mutazione durante il processo di produzione del vaccino stesso o di accelerare i tempi di produzione", spiega Giovanni Rezza, direttore Dipartimento malattie infettive Istituto superiore di sanità (Iss), che traccia un bilancio dell'ultima stagione influenzale in Italia. «Abbiamo avuto un periodo iniziale di bassa incidenza, protrattosi fino alla fine di dicembre 2018, seguito da un intensificarsi dell'attività virale con l'inizio del nuovo anno - precisa - Dall'inizio della stagione influenzale, sono stati stimati circa 8.104.000 i casi di sindrome influenzale e sono stati segnalati 809 casi gravi di influenza confermata, dei quali 198 deceduti. Per quanto riguarda i casi gravi, l'81% dei soggetti risultava non vaccinato».
Dati che evidenziano l'importanza di questo nuovo ombrello protettivo contro l'imprevedibilità del virus. Secondo i Cdc, statunitensi, i virus influenzali coltivati su uova subiscono dei cambiamenti che inducono l'organismo a produrre degli anticorpi meno efficienti nel prevenire la malattia causata dallo specifico virus influenzale in circolazione. Mantenendo, invece, il virus nelle cellule sin dall'isolamento iniziale, si riduce il rischio di cambiamenti del virus causati dall'adattamento alla crescita su uova e, quindi, il vaccino conterrà componenti virali più simili a quelli del virus circolante.
«La grande sfida è quella dell'appropriatezza - dichiara Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all'università di Firenze - Grazie alla presenza di vaccini diversificati possiamo offrire una prevenzione mirata. Tuttavia, non dobbiamo smettere di cercare nuove tecniche. In questo senso, gli studi scientifici hanno dimostrato che alcuni virus di tipo A H3N2, quando vengono coltivati su uova, subiscono cambiamenti che portano a una riduzione dell'efficacia dei vaccini antinfluenzali stessi. Quando il vaccino viene invece prodotto con procedimenti interamente estranei alla coltura su uova, come quella su substrato cellulare, le componenti del virus A H3N2 sono in grado di offrire una protezione più mirata, e pertanto potenzialmente migliore». A confermarlo è uno studio presentato alla Canadian immunization conference (Cic) relativo a un'analisi effettuata su oltre 1,3 milioni di cartelle cliniche. È emerso come negli Stati Uniti, durante la stagione influenzale 2017-18, il vaccino quadrivalente prodotto su coltura cellulare sia stato più efficace del 36,2% rispetto ai vaccini quadrivalenti standard coltivati su uova nella prevenzione delle sindromi influenzali nelle persone a partire dai 4 anni.
Per valutare il possibile impatto sociosanitario ed economico dell'introduzione in Italia del vaccino antinfluenzale quadrivalente su coltura cellulare (Qivc) è stato sviluppato un innovativo modello matematico, grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma e della Fondazione Bruno Kessler di Trento. «L'introduzione di questo vaccino permetterebbe di evitare più di 700mila casi di influenza e 200mila visite mediche in più rispetto allo scenario attuale - commenta Caterina Rizzo dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma - I dati mostrano che il nuovo Qivc in Italia è altamente costo-efficace o addirittura cost-saving in tutte le fasce di età. I dati epidemiologici, peraltro, confermano come la vaccinazione rappresenti un efficace strumento di sanità pubblica, sia per il singolo che per la comunità, ma come al contempo questo valore non sia ancora riconosciuto completamente».
Il vaccino è stato messo a punto da Seqirus, azienda parte del Gruppo australiano Csl Limited. La managing director dell'azienda in Italia Maura Cambiaggi si dice, infatti, molto orgogliosa per i risultati ottenuti e considera questa tecnologia «uno dei cambiamenti più significativi introdotti nella produzione dei vaccini antinfluenzali dagli anni '40 a oggi. È un prodotto che, grazie alla precisa corrispondenza antigenica tra virus del vaccino e virus selvaggio, ci auguriamo - conclude - possa offrire nuovi strumenti alla sanità pubblica per rafforzare la lotta all'influenza e alle sue pericolose complicanze».

Anna Capasso
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