Sanità

dic22022

Obbligo vaccinale sanitari, Consulta: non è irragionevole. Respinti i ricorsi, ecco i motivi

Obbligo vaccinale sanitari, Consulta: non è irragionevole. Respinti i ricorsi, ecco i motivi

Corte costituzionale: le scelte sull'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari del Governo Draghi nel periodo pandemico non sono "irragionevoli né sproporzionate"


Le scelte sull'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari adottate dal Governo Draghi nel periodo pandemico non sono "irragionevoli né sproporzionate". A dirlo è la Corte costituzionale a proposito dei ricorsi presentati in questi mesi da cinque tribunali - Brescia, Catania, Padova, Tar della Lombardia e Consiglio di giustizia amministrativa della regione Sicilia. Intanto da Andrea Mandelli, presidente FOFI, viene ribadito che "i farmacisti sono sempre stati tra i professionisti della salute più convinti dell'importanza della prevenzione vaccinale, per proteggere sé stessi, i colleghi e i soggetti più fragili".

Obbligo vaccinale: la Consulta respinge i ricorsi

È arrivata ieri la decisione della Consulta dopo una camera di consiglio durata una intera giornata. Le sentenze verranno depositate nel prossimo periodo, ma dalla Corte Costituzionale, in una nota, è stata comunicata la posizione con cui sono stati respinti i ricorsi contro i provvedimenti del Governo Draghi che avevano introdotto l'obbligo vaccinale per alcune categorie - tra cui gli operatori sanitari - e gli over 50. Le questioni, sollevate da cinque uffici giudiziari con 11 ordinanze, sono di vario tipo. Alcune, per esempio, come è stato osservato dalle agenzie, hanno riguardato la legittimità dell'obbligo, altri la proporzionalità delle sanzioni, soprattutto con riferimento ai lavoratori a distanza, e la sicurezza dei vaccini. La Corte ha respinto tutte le questioni sollevate, sia pure con modalità diverse.
Nel dettaglio, si legge nella nota, è stato ritenuto "inammissibile, per ragioni processuali", - il che significa che i giudici non sono entrati nel merito, ma hanno valutato il metodo del ricorso - la "questione relativa alla impossibilitaÌ, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiano adempiuto all'obbligo vaccinale, di svolgere l'attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali. Sono state ritenute invece non irragionevoli, neì sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull'obbligo vaccinale del personale sanitario. Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni proposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell'obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sanitario, sia per il personale scolastico".

Farmacisti tra operatori più convinti sulla prevenzione vaccinale

La sentenza è una "conferma del valore scientifico e sociale della vaccinazione" è stato il commento di Andrea Mandelli, presidente Fofi, che esprime "favore" per "la decisione della Consulta. I farmacisti sono sempre stati tra i professionisti della salute più convinti dell'importanza della prevenzione vaccinale, per proteggere se stessi, i colleghi e i soggetti più fragili. Ricordo che gli oltre centomila professionisti iscritti agli Ordini dei farmacisti hanno aderito in maniera pressoché totale alla vaccinazione anti-Covid, dando prova di grande responsabilità, la stessa dimostrata sin dall'inizio della pandemia durante la quale sono sempre stati in prima linea al servizio dei cittadini. Al di là di ciò che la legge impone, sottoporsi alla vaccinazione significa avere fiducia nella scienza che è il faro che guida la nostra attività professionale. Per questo, proseguiremo nel nostro impegno di sensibilizzare i cittadini sulla validità delle vaccinazioni. Oggi c'è bisogno di recuperare terreno sulla quarta dose di vaccino anti-Covid per i fragili e di aumentare le coperture per l'influenza".
"Un grande riconoscimento per i vaccini, considerati strumenti fondamentali per combattere la pandemia" concorda il presidente della Fnomceo Filippo Anelli. "Le ragioni della scienza sulla efficacia dei vaccini per la protezione della popolazione sono state riconosciute, così come sono state testimoniate dalla adesione della stragrande maggioranza degli italiani, che si sono sottoposti alla vaccinazione, e dai 470.000 medici e odontoiatri italiani che hanno adempiuto all'obbligo vaccinale: il 99,2%, ossia la quasi totalità".

Scattate le multe per chi non si vaccinato

Intanto, ieri sono scattate anche le sanzioni di 100 euro previste per chi non ha ottemperato l'obbligo vaccinale, in quanto sono scaduti i 180 giorni che erano stati fissati per giustificare il mancato adempimento che include anche il non aver completato nei tempi i ciclo vaccinali previsto. La stima è di oltre 1,9 milioni di sanzioni ma la situazione varia da regione a regione. Come diffuso dalle Agenzie, la regione con il numero più alto di over 50 non vaccinato è il Friuli Venezia Giulia, seguita da Calabria e Abruzzo, mentre le regioni più virtuose sono Puglia, Lazio, Toscana e Molise, con percentuali di vaccinati con due dosi che hanno superato il 90% nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni.
Da parte del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, viene ribadito che "la questione delle multe riguarda essenzialmente il Mef e mi sembra che a tal proposito ci sia un'iniziativa parlamentare. Ma allo Stato richiedere le multe potrebbe costare più di quello che ne potrebbe derivare". Ieri dal Ministero della Salute è stata lanciata la campagna di comunicazione sui vaccini contro il covid e l'influenza, per sensibilizzare soprattutto i soggetti più fragili. "Dobbiamo affrontare insieme Covid e influenza stagionale, che questo anno pare si presenti molto forte, e dobbiamo farlo possibilmente con una unica vaccinazione, in una unica seduta".

Francesca Giani
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