Sanità

nov222017

Obbligo vaccini, Consulta: decreto non viola i principi costituzionali

Obbligo vaccini, Consulta: decreto non viola i principi costituzionali
Il decreto, varato dal Governo la scorsa estate e convertito nella legge 119/2017, che sancisce l'obbligatorietà dei vaccini per i minori fino a 16 anni di età non viola i principi costituzionali. Lo ha sancito la Consulta bocciando i ricorsi presentati dalla Regione Veneto incentrati sulla legittimità costituzionale del decreto. In una nota, la Consulta precisa che le questioni sottoposte alla Corte costituzionale non mettevano in discussione l'efficacia delle vaccinazioni, attestata dalle istituzioni a ciò deputate (Organizzazione mondiale della sanità, Istituto superiore di sanità) e da una lunga serie di piani nazionali vaccinali, ma la loro obbligatorietà, sospesa dalla Regione Veneto con una legge del 2007 che aveva introdotto un sistema di prevenzione delle malattie infettive basato solo sulla persuasione. Secondo i giudici costituzionali, le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale. E questa scelta non è irragionevole - sostiene la Consulta - poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie. La Corte ha considerato tra l'altro che tutte le vaccinazioni rese obbligatorie erano già previste e raccomandate nei piani nazionali di vaccinazione e finanziate dallo Stato nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea). Inoltre, il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali. È stato altresì considerato che la legge di conversione ha modificato il decreto legge riducendo sensibilmente le sanzioni amministrative pecuniarie e prevedendo che, in ogni caso, debbano essere precedute dall'incontro tra le famiglie e le autorità sanitarie allo scopo di favorire un'adesione consapevole e informata al programma vaccinale. Infine, la mancata vaccinazione non comporta l'esclusione dalla scuola dell'obbligo dei minori, che saranno di norma inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, esprime «grande soddisfazione per la conferma di costituzionalità del decreto vaccini da parte della Consulta. I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti. Il decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità».

Da parte del governatore del Veneto Luca Zaia, c'è una presa d'atto della sentenza a cui garantisce rispetto. «Come governatore ho fatto solo il mio dovere - si legge in una nota - perché ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie. Ora si passa alla coercizione. Noi non abbiamo mai avuto posizioni contro le vaccinazioni e anzi mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 paesi europei, come la Gran Bretagna, e che è stato concordato e monitorato col ministero della Salute, sia stata presa come una posizione no-vax. In questi anni di investimenti e di lavoro ci siamo dotati di un'anagrafe vaccinale informatizzata e che il nostro sistema prevedeva che al di sotto di una certa soglia scattasse l'obbligatorietà».
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