Sanità

feb72014

Obiezione coscienza: diritto inviolabile con pillola giorno dopo

pillole

Il diritto del farmacista all’obiezione di coscienza nella dispensazione della cosiddetta pillola del giorno dopo è un diritto inviolabile perché si tratta di un farmaco ad azione abortiva diversamente da quanto riportato nel bugiardino e accettato da alcune società scientifiche di ginecologi. A sostenerlo è Piero Uroda, farmacista e presidente dell’Unione cattolica farmacisti italiani in occasione del convegno “L’obiezione di coscienza dei farmacisti: tra bioetica, deontologia professionale e biodiritto” che è svolto pochi giorni fa a Roma presso la Camera dei Deputati. «Ci sono diversi studi scientifici» spiega Uroda a Farmacista33 «che dimostrano l’abortività di alcuni sistemi di contraccezione come il dispositivo intrauterino e la contraccezione d’emergenza con levonogestrel e ulipistral acetato. Se in una piccola quota di casi riescono a bloccare l’ovulazione, nell’85% dei casi modificano l’endometrio e lo rendono non disponibile all’impianto dell’ovulo fecondato. Non si può mascherare questa evidenza e chiamarla contraccezione perché non lo è e noi come operatori sanitari abbiamo il diritto inviolabile di non partecipare a questa operazione di mascheramento. Il magistrato presente al convegno» prosegue Uroda «Giacomo Rocchi, consigliere della Corte di Cassazione ha spiegato che possiamo astenerci dalla dispensazione del farmaco e non siamo per questo ricattabili». E conclude: «Facciamo un lavoro di garanzia sul farmaco e siamo un riferimento per i cittadini che vedono in noi dei consulenti. In quanto tali non possiamo ignorare, oltre all’azione abortiva, anche gli effetti dell’elevato dosaggio sulla salute cardiovascolare di donne, spesso giovani e che molto spesso assumono il farmaco più volte in un anno».

Simona Zazzetta


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