Sanità

lug142021

Occhio secco, al via giornate in farmacia: fare network con l'oculista

Occhio secco, al via giornate in farmacia: fare network con l’oculista

Parte la campagna Occhio Secco: un tour itinerante che prevede 600 giornate in farmacia con gli specializzandi in oftalmologia a disposizione dei cittadini per confrontarsi su questa patologia

Prende il via da inizio luglio e durerà fino a gennaio 2022 la campagna Occhio Secco promossa da Alcon con un tour itinerante che prevede 600 giornate in farmacia, durante le quali specializzandi in oftalmologia delle Università Italiane saranno a disposizione dei cittadini per confrontarsi su questa patologia per la quale un paziente su due in Italia, in caso di problematiche lievi della superficie oculare, si reca in farmacia. Una nota dell'azienda spiega che gli obietto sono sensibilizzare, intercettare potenziali pazienti non trattati, e rafforzare un percorso virtuoso tra cittadino e medico oculista che, ancor più dopo i periodi di lockdown, deve essere riportato, in primo piano.

Con Dad e smart working massiccia esposizione a schermi

Didattica a distanza, smart working continuativo, e fermo delle visite di controllo, durante l'emergenza Covid-19, hanno avuto un impatto e l'avranno nei prossimi mesi sugli occhi degli Italiani. Massiccia esposizione a schermi, perimetri di visione limitati agli ambienti domestici e utilizzo prolungato di dispositivi di protezione individuale (mascherine), possono comportare un incremento della Sindrome da Occhio Secco, una patologia che può influire fortemente sulla qualità della visione e di conseguenza qualità di vita per le persone che ne soffrono. «I cambiamenti di abitudini e stili di vita in questi mesi ha acuito sicuramente la sintomatologia legata all'occhio secco - afferma il professore Pasquale Aragona, ordinario di Oftalmologia, direttore Unità Operativa Complessa Uoc di Oftalmologia, Università degli Studi di Messina -. Abbiamo visto crescere, proprio a causa del lockdown, durante il quale non era possibile accedere alle strutture sanitarie per le visite, le richieste di supporto da parte dei pazienti con questa patologia e oggi, che stiamo ritornando a ritmi pre-pandemia, registriamo un incremento di nuovi casi. Si stima che circa il 50% di adulti sopra i 40 anni abbia uno o più sintomi riconducibili all'occhio secco. Sottovalutare questi sintomi è un grave errore; questa patologia, infatti, incide anche sulla qualità della vista. Non considerare adeguatamente la presenza di un problema che coinvolge il film lacrimale e la superfice oculare in pazienti che devono, ad esempio, ricorrere a interventi chirurgici come la correzione di vizi di refrazione o la cataratta, può vanificare la riuscita dell'operazione stessa. Per tutti questi motivi diventa fondamentale fare informazione e educazione, anche grazie a campagne come questa, per arrivare a una diagnosi tempestiva e impostare una terapia efficace».

Network territoriale virtuoso tra farmacia e oculista

La campagna Occhio Secco ha l'ambizione di creare un network territoriale virtuoso tra la farmacia e il medico oculista per mettere realmente il paziente al centro dell'attenzione. «La medicina del territorio rimane determinante non solo nei momenti emergenziali, ma sempre in modo particolare per la presa in carico delle cronicità. - dichiara il professore Francesco Bandello, direttore della Clinica oculistica, Università Vita-Salute Istituto Scientifico San Raffaele, Milano -. L'occhio secco è una patologia che non deve essere trascurata e qualsiasi azione porti ad una maggiore conoscenza e a una più efficace gestione della malattia deve essere accolta con favore dalla comunità scientifica. Coinvolgere in farmacia specialisti in formazione (specializzandi) oftalmologica, per raccontare e confrontarsi con la popolazione sulla Sindrome da Occhio Secco, rappresenta un traguardo importante che pone effettivamente la persona al centro». La figura professionale del farmacista è un elemento di grande valore per il sistema sanitario nazionale, rappresenta nell'immaginario collettivo un riferimento primario nel fornire un corretto consiglio al paziente che cerca una soluzione ad una problematica di salute. Ovviamente la formazione diventa fondamentale per creare i giusti confini di intervento, e la collaborazione con il medico determinante per portare il cittadino a intraprendere il giusto percorso di cura.

Farmacista indispensabile per il primo approccio alla patologia

«Frequente il ricorso al farmacista anche da parte dei genitori di bimbi che lamentano sintomatologia aspecifica come ammiccamenti frequenti e iperemia congiuntivale -. Sottolinea il professore Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia alla Università Statale di Milano ed esperto di patologie oculari infantili -. In molti casi la causa è legata alla presenza di inquinanti al suolo che asciugano il film lacrimale, situazione nella quale il primo approccio può ben essere una lacrima artificiale. Ma il parere dell'oftalmologo pediatra è indispensabile per riconoscere anche altre condizioni, come la congiuntivite allergica, e guidare in maniera appropriata la famiglia e il pediatra di base». «La farmacia è, per sua stessa natura, il luogo giusto per promuovere campagne di prevenzione delle malattie oculari. - conclude il professore Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro Nazionale di Alta Tecnologia, Università degli Studi G. D'annunzio di Chieti, Pescara -. Una collaborazione sempre più stretta tra farmacista e medico è l'obiettivo a cui tendere sempre di più in futuro. Una rete a favore di un paziente con sindrome da occhio secco dovrebbe potere connettere in modo sinergico il farmacista, il medico di medicina generale, l'oculista e l'ortottista e gli specialisti in formazione (medici specializzandi in Oftalmologia), affinché sia possibile costruire un percorso ideale che parte dall'informazione e la prevenzione, passa dai controlli, per arrivare alla decisione terapeutica a cura dello specialista. Questa campagna è un primo passo a cui plaudire».
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