Sanità

lug92015

Occupazione e previdenza, Fofi: indirizzare competenze per superare le criticità

Occupazione e previdenza, Fofi: indirizzare competenze per superare le criticità
Le energie e le competenze vanno indirizzate per individuare le misure più adeguate e utili per affrontare e superare le criticità determinate dall'emergenza economico-finanziaria, dalle dinamiche demografiche e dalla crisi occupazionale. È questo l'appello che arriva da Fofi, intervenendo nel dibattito che si è aperto sulla necessità di una riforma dell'Enpaf, e ribadendo che «l'Ente previdenziale autonomo è un bene fondamentale per tutta la categoria, che va difeso e tutelato anche rendendolo sempre più adeguato al mutare dello scenario socio-economico del Paese». Fofi risponde a una dichiarazione di Emilio Croce, presidente Enpaf, che aveva sottolineato come «riformare la previdenza produce risultati soltanto se si è in grado di governare in modo diverso i percorsi formativi e di accesso al mercato del lavoro per i nuovi colleghi» e aveva richiamato alle «responsabilità» rispetto alla creazione di «inaccettabili forme di sotto protezione sociale». «La Federazione ritiene che imboccare la strada della contesa con la conseguente ricerca di presunte responsabilità da scaricare su questo o quel soggetto sia un errore grave e imperdonabile». «Va peraltro considerato che l'aumento delle disoccupazione e della precarietà è un fenomeno globale che, semmai, nel settore di attività del farmacista, si è fatto sentire con un certo ritardo rispetto ad altre realtà della produzione o dei servizi. I dati di Almalaurea, del resto, anche quest'anno rilevano una situazione migliore rispetto ad altre professioni. Sul contrasto alla disoccupazione, la Federazione ha fatto e fa tutto quanto in suo potere, ultima in ordine di tempo l'iniziativa di Farma Lavoro, ed è del tutto fuori luogo imputare alla rappresentanza professionale non meglio definite inerzie nell'affrontare problemi di fronte ai quali si rivelano impotenti i governi stessi. Il secondo aspetto da considerare è il progressivo ridursi della redditività della farmacia di comunità». Condizioni che «rendono difficilmente sopportabili alcuni aspetti della previdenza dei farmacisti alla doppia contribuzione per i dipendenti al sistema di contribuzione dello 0,90. La sfida è dunque cercare una soluzione compatibile a queste e alle altre criticità sollevate nei tavoli delle componenti professionali organizzati dalla Fofi e ribadite dalle moltissime lettere di colleghi giunte alla Federazione. Il compito che ci attende è complesso ma siamo convinti che si tratta di una sfida che va affrontata con tempestività, competenza e unità d'intenti. E le polemiche sono solo una potente arma di distrazione dai problemi veri che qualcuno vorrebbe ignorare».

Francesca Giani

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