Sanità

lug72020

Occupazione post laurea, farmacisti al lavoro in tre anni. Aumenta gap stipendio uomo-donna

Occupazione post laurea, farmacisti al lavoro in tre anni. Aumenta gap stipendio uomo-donna

A tre anni dalla laurea l'80% dei laureati in discipline chimico-farmaceutiche ha un'occupazione. Tende ad aumentare il gap nella condizione lavorativa tra uomini e donne

Il numero di laureati nelle discipline chimico-farmaceutiche che lavora dopo un anno dalla conclusione degli studi universitari è pari al 65,6%, mentre dopo tre anni tale valore sale all'80,3% e a cinque anni è pari all'82,3%. Migliora, al contempo, con l'aumento della esperienza, l'inquadramento contrattuale, che vede un utilizzo del contratto a tempo indeterminato passare dal 23,5% a un anno dalla laurea, al 70,3% per chi ha finito l'iter da cinque anni. Mentre, in parallelo, tende ad aumentare il gap nella condizione lavorativa tra uomini e donne, con una retribuzione media mensile che a distanza di cinque anni dalla conclusione del percorso formativo è nel primo caso di circa 1.652 euro, mentre nel secondo di 1.438. Sono questi alcuni dei risultati che emergono dalla XXII Indagine sulla Condizione occupazionale dei laureati di Almalaurea, pubblicata di recente, che ha coinvolto complessivamente 650 mila laureati di 76 Atenei - 278 mila laureati del 2018, 114 mila del 2016 e 110 mila del 2014, a cinque anni dalla conclusione degli studi.


Almalaurea: resta costante il numero laureati

Secondo il Rapporto, resta più o meno costante rispetto agli anni passati il numero di laureati, che nel 2018 sono stati pari a 5.095 studenti. In generale, nello stesso anno, l'età media alla laurea è di 27 anni, con una durata degli studi di 7,2 anni e un voto medio di 100,2. Se il 53,6% ha partecipato ad almeno un'attività di formazione post-laurea, a risultare è che, in particolare, il tirocinio è stato effettuato dal 15,8% del campione, mentre lo stage in azienda risulta essere stato utilizzato per il 23,1%. Tali valori aumentano per i laureati a 3 anni dalla laurea: nel primo caso abbiamo un 24,3% e nel secondo il 31,6%.


Tasso di occupazione aumenta dai tre anni dalla laurea

Di rilievo, a ogni modo, è l'analisi sulla condizione occupazionale: a lavorare a un anno dalla laurea è il 65,6%, mentre dopo tre anni tale valore sale all'80,3% e a cinque anni è pari all'82,3%. Il numero di occupati per i laureati del 2018 è di 2531 unità, con tempi di ingresso nel mercato del lavoro dall'inizio dell'avvio della ricerca al reperimento del primo lavoro in media di 2,8 mesi e dalla laurea di 4,1. Dati, questi, che per chi ha ultimato gli studi nel 2016 sono pari, rispettivamente, a 4,6 e 6,3 mesi, e, per chi lo ha fatto nel 2014, salgono a 5,9 e 8,2 mesi. A tre anni dalla laurea, comunque, il numero di occupati sale a 2990, mentre a cinque anni è pari a 2679. In ogni caso, secondo il Rapporto, il tasso di disoccupazione, in base alla definizione Istat, per i laureati nel 2018 è dell'11,1%, mentre per il 2016 e 2014 è rispettivamente del 5,3 e 3,8. Da quanto emerge, per i laureati del 2018, a non aver mai lavorato dopo la laurea è il 26,3%, mentre per gli anni 2016 e 2014 è l'8,4% e l'11,3%. A un anno dalla laurea, comunque, non lavorano e non cercano il 17,2% (è l'11,9% per gli altri anni), mentre è in cerca di lavoro, pur non avendolo ancora trovato, il 7,8%. Se guardiamo i laureati a tre anni dalla laurea tale dato è pari a 7,8% e al 5,8% a cinque anni.


Migliora l'inquadramento contrattuale ma aumenta gap retributivo di genere

Interessante poi il capitolo relativo a inquadramento contrattuale e retribuzione media, voci nelle quali si vede un progressivo miglioramento man mano che ci si allontana dalla laurea, anche se tende, al tempo stesso, ad allargarsi il gap tra uomini e donne, soprattutto in merito alla busta paga. In particolare, per i laureati del 2018 la maggior parte (42,1%) risulta essere impiegata attraverso contratti non standard (categoria nella quale rientrano contratti a tempo determinato, a somministrazione e così via); successivamente si rilevano il tempo indeterminato (23,5%) e i contratti formativi, tra i quali rientrano per esempio quelli di apprendistato (23,4%). Man mano che si matura esperienza aumenta l'utilizzo del contratto a tempo indeterminato: a tre anni dalla laurea lo indica il 51,5% dei rispondenti e a 5 il 70,3%, mentre, parallelamente, diminuisce l'impiego dei contratti formativi all'aumentare dell'età: 16,2% a tre anni e 2,4% a cinque. Stesso trend per i contratti non standard che scendono al 22,9% e al 14,1%. Man mano che cresce l'esperienza si rileva anche un aumento della categoria autonomi, che passa dal 5,1% dei laureati nel 2018 al 6,5% di quelli del 2016 al 9,9% del 2014. Anche tra i laureati che dichiarano di essere impiegati senza contratto (si tratta comunque di valori molto piccoli) si nota un miglioramento al crescere dell'età: a un anno della laurea è l'1,8%, mentre a 3 anni è lo 0,4 e a 5 anni lo 0,3%. Per quanto riguarda la retribuzione media si passa dai circa 1.365 euro mensili degli uomini laureati nel 2018 ai 1652 del 2014, mentre per le donne tali cifre corrispondono a 1302 per le farmaciste a un anno dalla laurea e a 1438 per coloro che vantano 5 anni di distanza. La diffusione del part-time è nei tre anni di laurea (2018, 2016, 2014) rispettivamente del 20,7%, 18,2% e 16,8% e la settimana media risulta essere di 37,7, 38,2 e 38,9 ore.
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