Sanità

dic62018

Occupazione, trend in crescita dal 2008. Bilancio sociale: più personale in una farmacia su quattro

Occupazione, trend in crescita dal 2008. Bilancio sociale: più personale in una farmacia su quattro
La farmacia ha un impatto sul tessuto sociale sempre più evidente e tra i parametri di valutazione c'è anche quello occupazionale: complessivamente il sistema delle farmacie segna, nel 2015, ricavi per 19 miliardi di euro, impiegando oltre 67mila addetti e più di 43mila dipendenti. Un valore, questo, che si mostra in crescita dal 2008. E, focalizzando l'analisi sull'ultimo anno rilevato, viene segnalato un aumento nel numero di addetti dal 26% delle farmacie, mentre per il 69% la situazione è di fatto stabile e il 5% dichiara una diminuzione. Sono questi alcuni dati che emergono dalla terza edizione del Bilancio sociale, l'indagine promossa da Utifar, con il patrocinio di Fofi e Federfarma e la collaborazione del Centro studi sintesi-Cgia di Mestre e il supporto incondizionato di Teva, con l'obiettivo di tracciare una panoramica completa del sistema delle farmacie, dalla situazione economico - finanziaria all'impatto per il tessuto sociale.

L'analisi, presentata ieri alla Camera, si basa su un esame dinamico dei dati statistici del SoSe, relativi allo studio di settore delle Farmacie, e un questionario ai titolari per rilevare informazioni tipo quali-quantitativo sugli orientamenti delle decisioni aziendali. Da una stima delle principali voci di bilancio, per il complesso delle farmacie italiane viene evidenziata una crescita che ha investito tanto la voce dei ricavi totali - anche se non ancora tornata ai valori pre-crisi del 2008 e con un trend più lento nelle piccole farmacie - quanto quella dell'occupazione. A livello complessivo, il numero di addetti passa da 64.928 del 2008 a 67.197 del 2015 e i dipendenti da 40.103 a 43.450 per gli stessi anni.

Obiettivo del Bilancio sociale è anche quello di mettere in luce e, di conseguenza, comunicare a cittadinanza e politica, quanto la farmacia fa per il tessuto sociale. E un importante dato messo in luce riguarda poi gli orari: nel 2017, il numero medio di ore settimanali di apertura è stato di 48,2 e una farmacia su quattro ha totalizzato più di 50 ore alla settimana. In particolare, il 24% dichiara di rimanere aperta fino a 40 ore, la metà da 41 a 50 ore, il 16% da 51 a 60 e il 10% oltre le 60 ore. Per quanto riguarda le aperture "normali", a esclusione quindi dei turni obbligatori ma oltre l'orario standard, emerge che ad aver adottato l'orario continuato tutti i giorni è il 24,1%, mentre si rilevano con frequenza varie forme di estensione nella giornata o limitate ai mesi estivi. In particolare, il 68% è aperta il sabato pomeriggio, l'8,4% la domenica mattina, il 3,6% la domenica pomeriggio. Quanto al turno notturno, nel 2017 ha riguardato il 48% delle farmacie. Mediamente, il 72% delle chiamate (pari a 7 su dieci) si sono concluse con l'acquisto di un farmaco, il 22% con la sola consulenza, senza l'acquisto di prodotti (ma per oltre la metà delle farmacie, questo si è verificato nel 10% dei casi) e sempre nel 22% dei casi con il consiglio di rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso (una su 10 per il 44,3% delle farmacie).

Sul fronte della prevenzione, un dato da mettere in rilievo è che ogni giorno, il personale della farmacia, tra titolare e collaboratori, dedica complessivamente agli utenti una media di 6 ore di consulenza o informazioni che quindi sono gratuite per i cittadini. In generale, l'82% delle farmacie organizza giornate dedicate a determinate patologie, con una media di quasi 8 l'anno: ne organizza fino a 4 il 49%, da 5 a 10 il 34% e più di 10 il 17%. Il costo medio di una giornata di prevenzione è stimato in circa 280 euro: per il 15% non sono stati registrati costi ulteriori rispetto alla gestione ordinaria della struttura, per il 30% fino a 100 euro, per il 26% dal 100 a 200, per il 20% da 200 a 500, per il 9% oltre tale cifra. Le giornate hanno comunque visto una partecipazione media di quasi 18 persone ad evento, dove per il 60% l'affluenza registrata si colloca tra le 10 e le 20 persone che si sottopongono a test, il 20% meno di 10 e altrettanto più di 20. La spesa media per l'utente rilevata è di 13 euro, ma nel 39,6% dei casi le farmacie dichiarano di effettuare test solo gratuiti e nel 42,3% in entrambe le modalità. Tra chi fa pagare, il 20% mantiene la cifra sotto i 10 euro, il 29,1 tra i 10 e i 15 euro, e l'11% sopra. Quanto ai servizi, viene messo in luce che ormai quasi tutte le farmacie misurano la pressione arteriosa, ma molto diffuse sono anche la misurazione della glicemia, del colesterolo e del peso, mentre è ancora poco diffusa l'analisi delle urine e la prenotazione di servizi infermieristici.

Dal bilancio emerge come «la farmacia di oggi» spiega Eugenio Leopardi, presidente Utifar, «dimostra di essere andata oltre non solo alla semplice dispensazione dei farmaci, ma anche all'offerta di consigli e di servizi ai cittadini: oggi la farmacia è un vero e proprio consulente a tutto tondo sulle questioni che riguardano la salute delle famiglie italiane. Occorre che le istituzioni considerino con estrema attenzione questa tendenza, che emerge chiaramente dai dati del Bilancio sociale. Sarebbe utile che le istituzioni interagissero maggiormente con le farmacie per favorire un coordinamento e un'organizzazione di questo loro ruolo di supporto attivo al cittadino».

«Lo studio» è la riflessione di Marco Cossolo, presidente di Federfarma «conferma l'importanza della funzione professionale svolta all'interno delle farmacie, funzione che spesso è demandata alla "buona volontà" del singolo farmacista, mentre dovrebbe essere maggiormente sviluppata in modo omogeneo. C'è poi un altro dato: il farmacista ha saputo riallinearsi al calo del fatturato conseguente al calo del settore dei farmaci dispensati in regime Ssn. La reazione delle farmacie è stata pronta, comprimendo i costi fissi e variabili, ma sempre salvaguardando l'occupazione e il personale. Serve però un aiuto concreto da parte dello Stato che dovrebbe essere maggiormente vicino alle farmacie, aiutandole a sostenersi anche in termini economici».

È proprio alla luce di questi dati, ha concluso Andrea Mandelli, presidente Fofi, che «auspichiamo un percorso congiunto tra la Federazione, le società scientifiche e Federfarma, nell'ottica di un cammino congiunto verso le nuove sfide e opportunità che si manifestano e che trovano conferma anche nell'attualità legislativa».

Francesca Giani
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