NUTRIZIONE

mag182016

Olio di palma raffinato, Efsa: contiene sostanze tossiche per i bambini e adolescenti

La produzione di olio di palma è poco sostenibile ed espone la popolazione alle conseguenze di una dieta ricca di acidi grassi saturi poiché è presente in una gran varietà di prodotti. Ora, un’opinione Efsa invita a limitarne i consumi

Una recente opinione di Efsa mette in guardia dal consumo di prodotti contaminati da esteri degli acidi grassi del glicidiolo (GE) e da 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e i loro esteri: sono sostanze tossiche per l'uomo, che si formano nell'ambito dei processi industriali di raffinazione degli oli vegetali, di produzione delle margarine e di alcuni alimenti prodotti ad alte temperature (200°C) (fra cui anche patate fritte e latte in polvere). Tali sostanze rappresentano un rischio per la salute pubblica, in particolare per i bambini al di sotto dei 3 anni, per i quali gli oli vegetali e i prodotti da forno sono la principale fonte di esposizione.

Primo imputato tuttavia è l'olio di palma raffinato che è, fra tutti gli oli, quello che contiene le maggiori concentrazioni di GE (anche 5 volte superiori ad altri oli vegetali come mais, arachide o girasole), nonostante la tecnologia di raffinazione, messa a punto negli ultimi 5 anni, ne abbia dimezzato i livelli, afferma la stessa Efsa.

La tossicità è stata valutata sulla base dei dati disponibili per il glicidolo, la sostanza in cui i GE vengono convertiti dopo ingestione e che risulta essere cancerogena e genotossica. Nei casi di contaminanti non intenzionalmente presenti negli alimenti Efsa esegue una valutazione del rischio basandosi anche sui livelli di esposizione: le conclusioni del Panel preposto indicano un rischio potenziale per i consumatori più giovani con un'esposizione media e per tutti i gruppi ad alti livelli di assunzione.

Per quanto riguarda il 3-MPCD è stato quindi fissato un limite di assunzione (TDI) molto restrittivo pari a 0,8 microc/kg di peso corporeo al giorno, in base alle evidenze che provano danni su alcuni organi (reni) emerse da test su animali. Nessun limite invece è stato stabilito per il 2-MCPD poiché i dati a disposizione non sono ad oggi sufficienti. Sulla base dei dati di consumo in Europa, bambini e adolescenti fino a 18 anni assumono quantità di 3-MCPD (e 2-MCPD) superiori rispetto al TDI fissato; i rischi maggiori tuttavia sarebbero per i bambini che consumano esclusivamente formule per infanzia perché risultano essere molto più esposti. Il parere Efsa sarà il punto di partenza per eventuali decisioni in materia di sicurezza alimentare che l'Ue dovrebbe affrontare nell'immediato per ridurre i rischi, come ha anche auspicato il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, che ha chiesto vengano avviati al più presto i lavori dei gruppi tecnici della Commissione.


Francesca De Vecchi - esperta in scienze e tecnologie alimentari
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