farmaci

feb172012

Omega-3 in gravidanza non riducono allergie nei bimbi

L’assunzione da parte della madre di integratori degli acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie n-3 (Lc-Pufa n-3) durante la gravidanza non ha ridotto l'incidenza complessiva di allergie associate all'immunoglobulina E nel primo anno di vita dei bambini. Tuttavia l'eczema atopico e la sensibilità all'uovo sono risultati inferiori. Lo ha riscontrato uno studio randomizzato controllato su 706 bambini considerati ad alto rischio di sviluppare patologie allergiche per via ereditaria, coordinato da Debbie J. Palmer, del Women's and children's health research institute di Adelaide, nell'Australia meridionale. Nei 368 casi assegnati al gruppo di intervento, sono state somministrate giornalmente capsule di olio di pesce contenenti 900 mg di Lc-Pufa n-3 dalla ventunesima settimana di gestazione fino alla nascita, mentre le capsule fornite alle altre 338 madri contenevano olio vegetale senza tracce di acidi grassi polinsaturi n-3. All'età di un anno, i ricercatori hanno controllato la presenza nei bambini di patologie allergiche associate all'immunoglobulina E (eczema o allergia alimentare con sensibilizzazione), ma non hanno rilevato differenze significative tra i due gruppi. «La maggior parte degli integratori prenatali in commercio prevedono dosi inferiori a un terzo rispetto a quelle da noi sperimentate, sulla base di linee guida e raccomandazioni che si sono focalizzate principalmente sul miglioramento dell'outcome di gravidanza e dello sviluppo nella prima infanzia. Tuttavia» concludono i ricercatori australiani «da un punto di vista immunologico non abbiamo osservato vantaggi».

BMJ, 2012; 344:e184


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