Sanità

dic182017

Omeopatia, indagine Omeoimprese: sempre più italiani la usa su consiglio di mmg o farmacista

Omeopatia, indagine Omeoimprese: sempre più italiani la usa su consiglio di mmg o farmacista
Quasi un quinto degli italiani, una popolazione di quasi 9 milioni le persone usa l'omeopatia, almeno una volta all'anno, per curare soprattutto raffreddori e influenza (59%), patologie articolari o muscolari (26%), problemi gastro-intestinali (25%) allergie e disturbi dell'apparato respiratorio (21%), digestione (19%), insonnia (15%) e nel 39% dei casi si lascia guidare dalla farmacia di fiducia.
Questi i dati raccolti da un'indagine commissionata da Omeoimprese, l'associazione delle aziende farmaceutiche omeopatiche che fotografa lo scenario 2017, «anno di grandi trasformazioni per il comparto, con l'ingresso dei primi farmaci nel prontuario farmaceutico nazionale». Il dato sui consumi è in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l'ultima indagine ufficiale sul settore. Dal sondaggio emerge che l'80% degli italiani conosce l'omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l'assenza di effetti collaterali (14%), l'atossicità (12%) e il grado di efficacia (9%). L'indagine traccia anche un profilo di chi ricorre all'omeopatia: principalmente di donne (63%) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55% del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58%).
Fra chi negli ultimi 10 mesi ha assunto farmaci, il 58% ha usato uno o più farmaci omeopatici. Inoltre, il 60% degli italiani, non necessariamente users abituali, sostiene che i rimedi omeopatici ed allopatici debbano essere utilizzati insieme.
«Si tratta dell'esito positivo di una battaglia culturale condotta dalla nostra associazione contro chi parla impropriamente di omeopatia definendola medicina alternativa - dice Giovanni Gorga presidente di Omeoimprese commentando i dati - Ma alternativa a cosa? Noi produciamo farmaci che, se utilizzati in un programma di cura integrato, offrono i migliori risultati. E raccomandiamo sempre di rivolgersi ad un medico per le patologie più gravi, oppure chiedere consiglio al farmacista per i disturbi più lievi e transitori. Sono proprio i medici, soprattutto quelli di famiglia, i migliori alleati dell'omeopatia: il 55% degli utilizzatori di questi farmaci lo fa su loro indicazione. Il 39% si lascia guidare dalla farmacia di fiducia, il 26% è stato indirizzato all'omeopatia dalle strutture sanitarie pubbliche, il 17% dallo specialista della patologia. Il 26% si reca dall'omeopata, sicuramente un costo aggiuntivo per il paziente. Nonostante le novità per il settore, l'obbligo di riconoscimento dei medicinali da parte dell'Aifa, l'Agenzia del Farmaco, e la commercializzazione dal 2019 solo per quei prodotti in possesso dell'Aic come per i medicinali allopatici, gli omeopatici sono sempre inquadrati come Sop (senza obbligo di prescrizione) ed in classe C». Un capitolo del quadro statistico su Italiani e Omeopatia commissionato da Omeoimprese, riguarda i canali di acquisto: il 45% degli intervistati non è propenso a rivolgersi al web, contro un "pericolosamente" favorevole 29% , dato che, secondo Gorga "rischia di crescere nei prossimi anni senza adeguate misure economiche a sostegno del settore e a tutela delle aziende italiane, penalizzate dalle recenti politiche tariffarie stabilite dal Decreto Lorenzin che non tengono conto della peculiarità dei farmaci e degli elevati costi di produzione all'interno di un mercato decisamente più modesto rispetto a quello delle Big Pharma e delle multinazionali straniere". A preoccupare l'associazione dei produttori di farmaci è la bocciatura da parte del Governo dell'emendamento Tariffe, che prevedeva una modifica a ribasso degli importi stabiliti per alcune voci relative ai soli medicinali oggetto di verifica (poco più di 3.000). «Adesso il Ministro Lorenzin parli chiaro - conclude Gorga - perché tanto accanimento contro il settore, nonostante il consenso di milioni di italiani? Mi aspetto che ci sia un chiarimento definitivo del Ministero rispetto a questo tema.Al Ministro spetta l'onere di rispondere a milioni di italiani, dica apertamente ciò che pensa».
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