Sanità

ott92019

Omeopatia, Siomi e Fiamo: nascoste prove incoraggianti d'efficacia di studio australiano

Omeopatia, Siomi e Fiamo: nascoste prove incoraggianti d'efficacia di studio australiano

Rivelata ad agosto 2019 la prima bozza di uno studio australiano che sosteneva prove incoraggiantiper l'efficacia dell'omeopatia in alcune patologie. Siomi e Fiamo: basta fake news su omeopatia

La gestione delle prove sull'omeopatia, da anni, va nella direzione di riportare a pubblico e a decisori, informazioni scorrette "dando sempre più forza alla falsa affermazione che non esiste alcuna prova valida del fatto che l'omeopatia funzioni", come testimonia la divulgazione dello studio australiano commissionato dal National Health and Medical Research Council (Nhmrc) incominciato nel 2010 e solo ad agosto 2019 pubblicato nella sua versione che sosteneva prove incoraggiantiper l'efficacia dell'omeopatia in alcune patologie.
A denunciarlo sono Antonella Ronchi presidente Fiamo (Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati) e Simonetta Bernardini presidente Siomi (Società italiana di omeopatia e medicina integrata).
In una nota congiunta ricordano che il "rapporto commissionato dal Governo australiano, il cosiddetto rapporto australiano Nhmrc, pubblicato nel 2015, è citato da tutti i detrattori dell'omeopatia come la prova definitiva della sua inconsistenza, in quanto si chiudeva con la sentenza che nessuna buona sperimentazione ha trovato l'omeopatia efficace per alcuna patologia".
Ma, si legge, il lavoro era stato avviato nel 2010 ed "era stato prodotto un primo report, anche questo ovviamente finanziato dal contribuente australiano, la cui esistenza non era mai stata rivelata dal Nhmrc".

Nhmrc: la revisione non ha concluso che l'omeopatia era inefficace

Il 26 agosto 2019, riporta la nota, Anne Kelso, Ceo del Nhmrc, ha ammesso che, con riferimento allo studio, «contrariamente ad alcune affermazioni, la revisione non ha concluso che l'omeopatia era inefficace» ed è stato comunicato che Karen Grimmer, era la ricercatrice del team che aveva codificato il metodo, raccomandato dal Nhmrc, utilizzato per valutare le prove.
"L'esistenza di questo primo rapporto - prosegue la nota - è stata scoperta solo a seguito della richiesta redatta conformemente al Foi (Freedom of information). Nonostante le ripetute richieste, per quattro anni l'Nhmrc ha resistito a pubblicare il primo report, e solo nell'agosto 2019 ha dovuto tirar fuori dal cassetto questa prima versione, redatta nel 2012 e poi ignorata. Il rilascio del primo rapporto è una vittoria per i pazienti, i responsabili delle decisioni e tutti coloro che credono nella trasparenza".
La prima versione, una "bozza di report" ha invece, trovato "prove incoraggiantiper l'efficacia dell'omeopatia per cinque condizioni, cioè fibromialgia, otite media, infezioni delle vie respiratorie negli adulti, ileo post-operatorio e per gli effetti collaterali del trattamento del cancro (prevenzione di dermatite acuta durante la radioterapia e la stomatite indotta dalla chemioterapia)".
Per Siomi e Fiamo i pazienti "hanno diritto di sapere che la ricerca suggerisce che l'omeopatia può aiutarli" e i ricercatori "devono sapere quali strade sono più promettenti in termini di identificazione di nuovi trattamenti clinicamente efficaci". E aggiungono: "La falsa affermazione del Nhmrc nel rapporto sull'omeopatia del 2015 ha ingiustamente danneggiato la reputazione dell'omeopatia, rendendo molto più difficile la realizzazione di nuovi studi di ricerca in questo campo a causa dell'errata percezione che si tratti di vicolo cieco terapeutico. Ripercussioni di un così critico giudizio governativo si possono riconoscere nell'atteggiamento recente del governo spagnolo contro l'omeopatia o della decisione del governo francese in merito ai rimborsi dei farmaci omeopatici".
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