Sanità

lug12019

Omeopatia, stop ai rimborsi in Francia? Macron prende tempo

Omeopatia, stop ai rimborsi in Francia? Macron prende tempo

Omeopatia, per l'Haute autorité de Sainté non garantirebbe prove di efficacia sufficienti per godere del rimborso

È finita l'era, in Francia, del farmaco omeopatico rimborsabile? Non è ancora detta l'ultima parola. Le notizie sono due. La prima conferma quelle che in precedenza erano soltanto voci: l'Haute autorité de santé (Has) si è ufficialmente pronunciata a favore del «deremboursement» da parte della sanità pubblica, in quanto i prodotti omeopatici non garantirebbero sufficienti prove di efficacia né sarebbe dimostrata la loro incidenza su un minore uso di altri farmaci. Un brutto colpo per le imprese del settore, visto che nel 2018 la quota dei rimborsi destinati all'omeopatia si è aggirata sui 126 milioni di euro.
La seconda notizia è che tanto il ministro della Sanità Agnès Buzyn quanto lo stesso presidente Emmanuel Macron, al quale spetta l'ultima parola, non sarebbero così convinti di dare seguito alla presa di posizione dell'Has.
Tornata di grande attualità negli ultimi mesi, la «questione rimborso» ha visto da un lato gli avversatori dell'omeopatia chiedere il taglio di una spesa sanitaria pubblica considerata non necessaria, dall'altro l'industria, guidata da Boiron, leader mondiale nella produzione di omeopatici, paventare una crisi occupazionale, in caso di stop ai rimborsi, che si aggirerebbe sulle 1.500 unità complessive. E qui siamo al punto: i rischi non trascurabili sul fronte dell'occupazione avrebbero condotto Macron, secondo l'autorevole testata economica Les Echos, a chiedere al ministro - che pure aveva affermato che si sarebbe attenuto ai dettami dell'Has - un supplemento di indagine, caldeggiato anche dal sindaco di Lione (casa madre di Boiron) Gérard Collomb. Senza contare che la medicina omeopatica è un'attitudine consolidata ormai da decenni nella classe medica francese, oltre a incontrare il favore dei cittadini.
Da non escludere, secondo Les Echos, una soluzione di compromesso: quota di rimborso dei farmaci omeopatici ridotta dal 30 al 15% e successivo loro passaggio nell'ambito dell'automedicazione. Ipotesi, quest'ultima, dai contorni tutti da definire. Probabile che ogni decisione sia rimandata a settembre.
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