farmaci

giu182013

Omeopatici a rischio estinzione per gli oneri di registrazione

omeopatici tubi

I costi di registrazione (previsti dal decreto pubblicato a marzo scorso) per mantenere in commercio sul mercato italiano le specialità omeopatiche sono «proibitivi, si può arrivare tranquillamente a 23.000 Euro, e solo per le prime 30 diluizioni» ci spiega Simonetta Bernardini, presidente della Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi), «una tassa sproporzionata,  applicata a principi attivi che sono patrimonio mondiale della tradizione omeopatica, non coperti da brevetto e i cui volumi di vendita sono ben lontani da quelli del mercato farmaceutico. Spiace constatare che, nonostante gli appelli fatti a suo tempo all’Aifa e al Ministero, non si è tenuto conto delle peculiarità della materia. È un mercato, quello omeopatico, fatto di cure individualizzate: di molti rimedi si vendono magari solo 50 confezioni l’anno. Le aziende non potranno sostenere questi oneri, a meno di voler aumentare di molto il costo delle confezioni, e così spariranno molti prodotti dal mercato italiano. Un impoverimento sia per i pazienti che per la libertà prescrittiva dei medici». La situazione è preoccupante, anche perché il settore omeopatico è economicamente sano, non grava sul Ssn e offre occupazione a molte persone. Anche la Fofi ha deciso di sostenere le richieste degli omeopati e dei pazienti, schierandosi a fianco della Siomi con una missiva inviata al ministro Beatrice Lorenzin. Un altro appello è stato spedito, sempre al Ministro, da Omeoimprese. Ora non resta che attendere una risposta.


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