Sanità

ago22013

Oms, solo un paese su cinque contrasta uso errato latte artificiale

bambino biberonL

Tra i paesi aderenti all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), solo uno su cinque (19%) rispetta il codice sui latti formulati sostituibili a quello materno, che prevede, tra le altre cose, il divieto di promuoverli con spot e regali alle neomamme. Lo afferma un rapporto diffuso dall'agenzia Onu per la salute, in occasione della settimana mondiale dell'allattamento che si celebra dal 1° al 7 agosto. Il codice, varato nel 1981, chiede ai produttori di indicare chiaramente sulle etichette la superiorità dell'allattamento al seno, vieta qualsiasi donazione al personale sanitario per promuovere l'uso del latte artificiale e chiede ai governi di vigilare sull’applicazione delle norme. L'Italia si colloca in una posizione abbastanza buona, con solo l'ultimo punto del codice, che risulta non applicato. «Le mamme sono inondate con messaggi scorretti sull'allattamento» spiega Carmen Casanovas, del Dipartimento della nutrizione per la Salute e lo sviluppo dell'Oms «sia direttamente, da pubblicità, informazioni sulle confezioni e rivenditori, sia attraverso i sistemi sanitari pubblici. Per esempio la distribuzione di “materiale educativo” fatto da chi produce latte artificiale ha un impatto negativo soprattutto sulle mamme al primo figlio e su quelle con un livello culturale più basso». Uno degli obiettivi dell'Oms è portare entro il 2025 al 50% la percentuale di mamme che allattano al seno nei primi sei mesi di vita del bambino, ora ferma al 38%; una mossa che, rilevano gli esperti, potrebbe salvare 220mila bambini l'anno.


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