FITOTERAPIA

lug212017

Ortica: attenzione a cosa si utilizza

L’Urtica dioica deriva il suo nome dal particolare apparato riproduttivo. Dioiche, infatti, sono le piante che distinguono in piante maschili e piante femminili

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Ortica: attenzione a cosa si utilizza
La sensazione urente che si percepisce strofinando le foglie di ortica sulla cute è dovuta alla rottura dei peli silicei che ne ricoprono la superficie e che contengono sostanze urticanti quali amine (istamina, serotonina, colia) e acidi (acido formico).

Da questa sua caratteristica, deriva il secondo nome botanico di questa pianta, Urtica urens, e un possibile utilizzo terapeutico per trattare i reumatismi.

Uno studio di Randall ha infatti evidenziato come l'applicazione giornaliera per una settimana di una foglia di ortica su dita colpite da artrite riesca a ridurre sensibilmente sia il dolore che la disabilità.
L'effetto antiinfiammatorio e antireumatico delle foglie si manifesta anche con l'assunzione per via orale. Contengono infatti acido fenolico che inibisce la lipossigenasi e flavonoidi (rutina, kampferolo, quercitina) che riducono l'attività della ciclossigenasi. In questo modo si ottiene una riduzione sia delle prostaglandine che dei leucotrieni pro-infiammatori.
Dallo studio di Namazie Esfanjani, appare evidente che sia l'Interleuchina-6 che proteina C-Reattiva siano ridotti dall'ortica. Gli autori ne suggeriscono l'utilizzo anche nei pazienti con diabete di tipo 2 per ridurre il rischio cardiovascolare.
A sostegno della prevenzione cardiovascolare sono anche gli effetti diuretici delle foglie di ortica. Infatti, gli autori sottolineano come oltre ad un aumentato flusso urinario, l'assunzione di estratti di foglie di ortica riesca a ridurre anche la pressione sistolica.
Altra droga dell'ortica sono le radici, che sembrano riescano a ridurre i sintomi dell'Ipertrofia Prostatica Benigna. Si sono fatte varie ipotesi per comprendere che componenti del fitocomplesso siano responsabili di questa attività.
La prima ipotesi attribuisce il merito a molecole con struttura steroide che inibiscono la crescita delle cellule prostatiche umane con un meccanismo ancora non chiarito. Altri autori evidenziano l'interazione competitiva tra i lignani e androgeni per il legame con le proteine sieriche. Tuttavia, queste attività hanno scarsa rilevanza clinica.
Più interessante è la, seppur debole, inibizione della 5-alpha reduttasi e dell'aromatasi prostatica, in quanto potrebbe ripristinare il normale rapporto estrogeni:androgeni che è alterato nei pazienti con IPB.
Più interessante è l'effetto antiinfiammatorio rivolto contro prostaglandine, leucotrieni e citochine: l'effetto antiedemigeno che ne deriva, riduce l'ostruzione cervico-prostatica e migliora in quadro funzionale.
Quest'ultimo meccanismo d'azione sembra in grado di spiegare la riduzione della nicturia nei pazienti che utilizzano ortica.
I miglioramenti che derivano dall'assunzione di estratti di ortica, sono soprattutto sintomatici. Infatti, 6 mesi di trattamento con estratto di radici di ortica hanno aumentato il flusso urinario da 3,4mL/s a 8,2mL/s, ridotto il volume di urina residuale da 73 mL a 36mL, migliorato la sintomatologia complessiva, ma nessuna modifica significativa si è registrata nei livelli di PSA, testosterone, o del volume prostatico.

Nel caso dell'ortica le possibili interazioni con farmaci diuretici, ipoglicemizzanti, sedativi sistema nervoso centrale ed ipotensivi sono teoricamente possibili, anche se non dimostrate. Sicuramente, la mancanza di informazioni certe ne sconsiglia l'uso in gravidanza, allattamento e nel periodo pre-post operatorio.

Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello

Per suggerimenti, richieste e feedback: luca@guizzon.it - www.farmaciacampedello.it

Fonti:
Interazioni tra erbe, alimenti e farmaci, Fabio Firenzuoli
Dizionario di fitoterapia e piante medicinale, Enrica Campanini
Le 100 erbe della salute, Fabio Firenzuoli
Fitoterapia, Francesco Capasso
J R Soc Med.2000 Jun;93(6):305-9
J Herb Pharmacother.2005;5(4):1-11
J Ethnopharmacol.2000 Nov;73(1-2):95-100
Pak J Biol Sci.2011 Aug 1;14(15):775-9
BJU Int.2000 Sep;86(4):439-42


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