Sanità

gen262015

Osmed, gli italiani e i farmaci nei numeri del Rapporto Aifa

Osmed, gli italiani e i farmaci nei numeri del Rapporto Aifa

Nei primi 9 mesi del 2014 ogni italiano ha acquistato circa 23 confezioni di medicinali, di cui 14 in regime di assistenza convenzionata, facendo registrare lievemente la crescita dei consumi. Gli antidepressivi si confermano al primo posto per prescrizione tra i farmaci del sistema nervoso centrale (SNC) e gli antineoplastici e immunomodulatori al primo posto per spesa pubblica. La spesa farmaceutica nazionale totale è stata pari a 19,9 miliardi di euro, il 75,6% dei quali rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Lieve riduzione, invece, della spesa privata che ammonta a 5.963 milioni di euro. E' la fotografia scattata dal Rapporto Osmed dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), la cui nuova edizione è stata presentata a Roma, che rileva poi come l'utilizzo dei medicinali a brevetto scaduto, costituiscano ormai oltre il 70% dei consumi e più della metà della spesa.  La buona notizia è che il consumo di antibiotici si riduce rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le Regioni del Centro-Sud si confermano le Regioni maggiori consumatrici di farmaci. Il Lazio si colloca al primo posto per dosi medie giornaliere per mille abitanti (1.184,2), seguito da Calabria, Puglia e Sardegna. I consumi più bassi, invece, sono stati rilevati nelle Province autonome di Bolzano (764,6), in Luguria, Veneto e Lombardia. «I dati relativi all'uso dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2014 confermano la crescita costante, pur se contenuta, dei consumi e della spesa farmaceutica totale - afferma il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani - gli italiani hanno acquistato in media, tra gennaio e settembre dello scorso anno, 23 confezioni di medicinali e i farmaci più utilizzati sono stati, ancora una volta, quelli del sistema cardiovascolare. La spesa pubblica, invece, vede al primo posto gli antineoplastici e immunomodulatori». Forte preoccupazione per l'aumento del consumo di oppiacei e di antidepressivi. Secondo i dati, infatti, rispetto allo scorso anno, si registra un aumento nell'uso di tali molecole che oscilla fra 9,2% e 13% a seconda della categoria farmacologica, con un incremento della spesa che va dal 12,2% al 22%. Nello specifico, nella categoria dei farmaci antidolorifici ad azione centrale si rilevano incrementi notevoli di consumo sia negli alcaloidi naturali dell'oppio (morfina, idromorfone, oxicodone e codeina in associazione) sia degli altri oppiacei (tramadolo e tapentadolo). E il tapentadolo si colloca al terzo posto fra i primi trenta principi attivi a maggior variazione di spesa convenzionata rispetto al 2013, con un incremento del 38,5%. «Siamo di fronte a un problema non solo sanitario - ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - c'è un tema sociale dietro di forte disagio della popolazione, soprattutto giovane ed adolescente. Dovremo lavorare di più e meglio sul territorio. Potenziando i servizi di assistenza psichiatrica».

Rossella Gemma



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