Sanità

giu212016

Osmed 2015, spesa e consumo farmaci in crescita: assunte quasi due dosi al giorno a testa

Osmed 2015, spesa e consumo farmaci in crescita: assunte quasi due dosi al giorno a testa
Cresce dell'8,6% nel 2015 la spesa farmaceutica nazionale, che tocca quota 28,9 miliardi di euro, arrivando a rappresentare l'1,9% del Pil. Il 76,3% della spesa è stato rimborsato dal Servizio sanitario nazionale e gli italiani hanno pagato, in media, circa 476 euro per i farmaci. I farmaci più prescritti si confermano quelli cardiovascolari, seguiti dai farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici e dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto Osmed su "L'Uso dei Farmaci in Italia", riferito all'anno 2015, presentato dall'Aifa. Nel 2015 le dosi di medicinali consumate al giorno ogni 1.000 abitanti sono state 1.791 (ovvero considerando anche i consumi in ospedale, in media ogni cittadino italiano, inclusi i bambini, ha assunto al giorno circa 1,8 dosi di farmaco), il 70,8% delle quali erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mentre il restante 29,2% è relativo a dosi di medicinali acquistati direttamente dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione).

Nel 2015 la spesa farmaceutica ha rappresentato l'1,9% del Prodotto Interno Lordo nazionale a prezzi correnti e per ogni cittadino, la spesa per farmaci è ammontata a circa 476 euro. I medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani (mentre scendono al terzo posto in termini di spesa, cedendo il primo posto ai farmaci antimicrobici), seguiti dai farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici e dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale. La spesa farmaceutica pubblica regionale, erogata in regime di assistenza convenzionata, è stata pari a 8.477 milioni di euro, a fronte di 596 milioni di ricette emesse e 1,1 miliardi di confezioni di farmaci dispensati. Secondo i dati del rapporto Osmed, per quanto riguarda i medicinali di classe A-Ssn in regime di assistenza convenzionata la Regione che evidenzia i livelli più elevati di consumi è il Lazio con 1.248,9 dosi giornaliere (DDD) ogni 1.000 abitanti, seguito dalla Puglia (1.235,7) e dalla Sardegna (1.219,1). All'estremo opposto si conferma la Provincia autonoma di Bolzano che ha il valore di consumi più basso: 908,4 dosi giornaliere (DDD) ogni 1.000 abitanti. Più in generale, le Regioni del Nord registrano livelli inferiori di spesa convenzionata rispetto alla media nazionale; Sud e Isole mostrano valori di spesa superiori. Si confermano significative differenze regionali di consumo e spesa per categoria terapeutica. Il 69,8% delle dosi consumate ogni giorno è costituita da medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano anche il 21,4% della spesa pubblica.

Quattro inibitori di pompa risultano tra i primi 20 principi attivi a brevetto scaduto a maggiore spesa convenzionata. Leuprolide, octreotide e gli elettroliti sono i farmaci a brevetto scaduto a maggior spesa tra quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. L'Italia è al terzo posto in Europa in termini di spesa per farmaci che hanno goduto della copertura brevettuale, dopo Grecia e Irlanda. In aumento l`utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+49,0% rispetto al 2014) e della somatropina (+21,5%), con effetti positivi sulla spesa. La buona notizia è che nel 2015 diminuisce del -2,7% il consumo di antibiotici, mentre la spesa si riduce del -3,2%. I maggiori consumi si registrano in Campania, Puglia, Calabria e Abruzzo, mentre nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto si registrano i consumi più bassi. Penicilline, macrolidi e chinoloni sono le categorie maggiormente impiegate. Rimangono bassi come lo scorso anno i livelli di aderenza al trattamento con i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie. L`impiego inappropriato di antibiotici supera il 30% in tutte le condizioni cliniche studiate, in costante calo rispetto agli anni precedenti. Tutti gli usi inappropriati degli antibiotici per le infezioni delle vie respiratorie sono stati registrati in maggioranza al Sud e nelle Isole, nella popolazione femminile e negli individui di età avanzata. A partire da dicembre 2014 l'Aifa ha avviato il disegno dei Registri di Monitoraggio dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta per l'epatite C. A dicembre 2015 erano stati avviati 31.069 trattamenti. La spesa Ssn per i farmaci anti-HCV per l'anno 2015 ammonta a 1,7 miliardi di euro (7,8% della spesa SSN), corrispondente ad un consumo di 7,3 milioni di dosi giornaliere. Sofosbuvir è il primo principio attivo per spesa seguito dall`associazione sofosbuvir/ledipasvir. Al 20 giugno 2016 (ultimo aggiornamento dei Registri di Monitoraggio Aifa), i trattamenti avviati con i nuovi farmaci per la cura dell'epatite C sono 49.715.


Rossella Gemma
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