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ott32011

Ossessione, ansia, panico, fobia: come distinguerle dai sintomi

Nella definzione di ansia è rilevante la distinzione tra manifestazioni normali e patologiche, essendo l'ansia stessa parte integrante della vita e rappresentando un meccanismo di stimolo utile o un sistema di allarme. L'ansia diviene patologica quando non svolge più questo ruolo di stimolo o di protezione, ma diventa marcatamente disturbante a livello soggettivo e causa disfunzionalità significative nella vita mentale e relazionale.
Il panico è uno stato d'ansia acuto, parossistico, dalla durata limitata, che può variare indicativamente da alcuni minuti ad un'ora circa, caratterizzato da intensa paura di morire, di perdere il controllo o di impazzire, possono esservi depersonalizzazione e derealizzazione; è inoltre accompagnato da un corteo variabile di sintomi somatici come tachicardia o palpitazioni, vertigini, brividi, sudorazione, tremori, dispnea, parestesie, dolore o fastidio toracico, nausea, disturbi addominali.
La fobia è una paura esagerata e irrazionale per un determinato oggetto o una determinata situazione, la cui presenza induce intensi sintomi d'ansia, per evitare i quali vengono sviluppate condotte di evitamento dell'oggetto o della situazione fobica oppure condotte di rassicurazione.
L'ansia generalizzata si caratterizza come uno stato di ansia e preoccupazione eccessivo, persistente e difficile da controllare per una varietà di situazioni che solitamente riguardano la quotidianità del soggetto, come preoccupazione per il lavoro, per la famiglia, per la salute.
L'ansia anticipatoria è uno stato di preoccupazione, con una sintomatologia ansiosa variabile, legata all'attesa del verificarsi di un evento.
Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato dalla persistenza di pensieri, immagini o atti impulsivi, a differenza dello psicotico il paziente ne riconosce l'illogicità. 

Domande essenziali
L'ansia di cui soffre le impedisce di compiere azioni o la limita nella sua quotidianità?
Ha mai la sensazione di avere una perdita di controllo?
Ha costantemente la presenza di idee o pensieri illogici?
Riconosce un nesso di causalità?

Caso clinico
La sig.ra M.T. di 60 anni viene nella nostra farmacia per un consulto su una parestesia diffusa. Ci siamo accertati che non sia iatrogena o dovuta a patologie metaboliche. Ci informa che da tempo soffre d'ansia, ma chiedendole qualcosa in più scopriamo che a fatica esce di casa, l'idea di stare in luoghi aperti l'angoscia e  le provoca parestesia. Le chiediamo se si sente depressa, ma la risposta è no.

Di cosa si potrebbe trattare? Clicca qui


a cura di Fabio Simonetto, Farmacista


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