farmaci

lug182011

Otite media acuta e resistenza agli antibiotici

Per contrastare al meglio le resistenze antibiotiche presenti in Francia, il trattamento ottimale per l’otite media acuta pediatrica dovrebbe puntare a una riduzione dell’uso di cefalosporine e a un aumento del ricorso in prima battuta ad amoxicillina/acido clavulanico. È questa l’indicazione che emerge da uno studio di Robert Cohen, dell’Associazione clinica e terapeutica infantile della Val-de-Marne, a Saint-Maur-des-Fossé (Francia), e collaboratori. La ricerca ha coinvolto 66 pediatri che, tra il 2006 e il 2010, hanno raccolto tamponi nasofaringei in bambini di 6-24 mesi con otite acuta media. Quasi la metà dei bambini aveva ricevuto una terapia antibiotica nei tre mesi precedenti lo studio (22,6% cefalosporina; 19,2% amoxicillina/acido clavulanico). Nei casi analizzati l’infezione era da pneumococco nel 57,9% dei casi, da H. influenzae nel 48,2%. Ceppi pneumococcici con ridotta suscettibilità alla penicillina hanno rappresentato il 46,3% dei casi, soprattutto nei bimbi che frequentavano un centro di cure diurne o che avevano già effettuato due o più cicli terapeutici con antibiotici prima dell’inclusione. Per quanto riguarda i I ceppi di H. influenzae beta-lattamasi positivi erano il 17,1%, mentre nel 7,7% dei casi la suscettibilità era ridotta per cambiamenti delle proteine leganti la penicillina (ceppi Blnar+). Tre fattori hanno aumentato il rischio di carriage di ceppi Blnar+ e beta-lattamasi positivi per la produzione di ceppi: età uguale o superiore a 12 mesi, uso di cefalosporine e due o più cicli di antibiotici prima dell’inclusione. 

Arch Pediatr, 2011 Jun 9. [Epub ahead of print]


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