Sanità

feb212011

Pandemrix e narcolessia, innocente fino a prova contraria

Poiché almeno 12 paesi hanno riportato la possibilità di un legame tra l’uso del vaccino antinfluenzale, Pandemrix, e casi di narcolessia, la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha suggerito ulteriori indagini in merito. In Europa, dopo una revisione dei dati che avevano sollevato questo dubbio, l’Ema ha raggiunto la conclusione che le prove sono «ancora insufficienti per stabilire una correlazione causale» tra il disturbo e il vaccino. Dopo la conclusione di incoerenza delle prove, il Chmp (Committee for medicinal products for human use) ha esaminato dati aggiuntivi provenienti da uno studio finlandese, che aveva evidenziato che il rischio aumentava nove volte nei bambini vaccinati. Il comitato ha notato che nonostante il trial fosse ben disegnato, restava la possibilità che effetti non misurati e bias potessero contribuire ad aumentare il rischio osservato. L’Ema ha anche considerato, come possibile spiegazione, che Pandemrix può aver interagito con fattori ambientali o genetici, il che renderebbe necessaria un‘ulteriore analisi dei dati finlandesi per chiarire le osservazioni segnalate. La ricerca sta ora procedendo anche in Svezia, dove sono stati riportati casi di narcolessia, in numero inatteso, in seguito alla vaccinazione. Va, infine, segnalato che in altri paesi meno nordici, incluso il Canada, non ha riportato aumenti dei casi.


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