Sanità

lug32019

Parafarmacie, Fnpi: abbiamo requisiti tecnico amministrativi. Ministro valorizzi farmacista che ci lavora

Parafarmacie, Fnpi: abbiamo requisiti tecnico amministrativi. Ministro valorizzi farmacista che ci lavora

Parafarmacie, il presidente Fnpi Davide Gullotta chiede alle istituzioni maggior valorizzazione della figura del farmacista in parafarmacia

Le parafarmacie, con i requisiti "tecnico amministrativi" introdotti dalla legge Cresci Italia, hanno gli stessi requisiti di sicurezza e di controllo delle farmacie eppure alcune istituzioni continuano ad avere un atteggiamento ostile nei confronti del farmacista in parafarmacia, ci appelliamo direttamente al Ministro Grillo affinché valorizzi il farmacista in parafarmacia come professionista sul territorio con cui collaborare. È l'appello lanciato dalla Federazione nazionale delle parafarmacie (Fnpi) riportato in una nota a firma del presidente Davide Gullotta, sulla scia della relazione annuale dell'Antitrust, che ha "evidenziato il danno all'erario a causa delle tante aziende che si sono trasferite in paradisi fiscali, anche all'interno della stessa Europa" e ha "chiarito che questo, oltre che un danno alle casse dello stato, è un danno per le piccole e medie aziende italiane che non hanno la possibilità di spostarsi".

Ministro valorizzi farmacista che lavora in parafarmacia

Gullotta sottolinea come nella scorsa legislatura si sia "preferito aprire ai capitali esteri, permettendo l'acquisto delle farmacie italiane alle multinazionali estere, piuttosto che aiutare i farmacisti di vicinato, piccoli imprenditori che hanno investito in proprio". Mentre, aggiunge, nelle parafarmacie che "esistono da più di 10 anni, occupano migliaia di farmacisti" i professionisti "vivono ancora in un limbo normativo che non permette di lavorare in modo sereno. In alcune regioni, si fanno accordi con le parafarmacie per offrire servizi ed in altre no. A oggi, il farmacista in parafarmacia vive nell'incertezza del domani e, soprattutto, vede continuamente calpestata la sua professionalità ed il suo impegno sul territorio, che invece viene molto apprezzato e riconosciuto dal cittadino/paziente".
Da qui l'appello "direttamente al Ministro Grillo affinché si valorizzi il farmacista in parafarmacia, affinché si guardi al lavoro e alle singole iniziative che dalle parafarmacie italiane hanno origine chiediamo che si guardi a noi come a professionisti in più, collocati sul territorio, con cui collaborare. Con i requisiti "tecnico amministrativi" introdotti dalla legge Cresci Italia, di fatto, le parafarmacie hanno gli stessi requisiti di sicurezza e di controllo delle farmacie: abbiamo il codice di tracciabilità del farmaco, abbiamo il controllo sulla Rev (ricetta elettronica Veterinaria), abbiamo il Gdpr, etc. Eppure, nonostante questo, si continua, da parte delle di alcune istituzioni, ad avere un atteggiamento ostile nei confronti del farmacista in parafarmacia. Così, in alcune regioni le parafarmacie erogano il servizio di Cup, oppure è permesso il ritiro dei referti, mentre in altre no. Per non parlare, poi, dell'autoanalisi del sangue che è consentito eseguire in autogrill, ma non è permesso in parafarmacia. Auspichiamo che l'atteggiamento delle istituzioni nei confronti del farmacista in parafarmacia possa cambiare, come anche auspicato da quelle centinaia di migliaia di cittadini che, quotidianamente, ne apprezzano la professionalità scegliendolo come proprio farmacista di fiducia".
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