Sanità

lug232019

Parafarmacie, Fnpi: non siamo meri esercizi commerciali ma presidi sanitari

Parafarmacie, Fnpi: non siamo meri esercizi commerciali ma presidi sanitari

Parafarmacie: il presidente Fnpi Davide Gullotta ribadisce la necessità di un riconoscimento del ruolo del farmacista in parafarmacia

Le parafarmacie non sono meri esercizi commerciali ma presidi sanitari sparsi sul territorio italiano: chiediamo che ci venga riconosciuto questo ruolo. A ribadirlo è il Comunicato stampa della federazione nazionale parafarmacie (Fnpi). Il presidente Davide Gullotta, sottolinea che "la parafarmacia ormai da anni viene riconosciuta dal cittadino che quotidianamente la sceglie come importante esercizio sanitario, dove poter trovare un farmacista competente e professionista". Ma, aggiunge, "esiste ancora poca chiarezza sul ruolo del farmacista in parafarmacia e spesso le istituzioni mostrano un atteggiamento incostante, e che differisce da regione a regione".
E spiega come mentre in molte province e regioni le parafarmacie offrano il servizio di ritiro referti o prenotazione Cup, in altre, "a causa di una burocrazia farraginosa e di una politica insensibile al territorio, le Asl neghino la possibilità di erogare questo tipo di servizi rispondendo che in parafarmacia non è garantita la privacy. Questo risulta ancora più assurdo dal momento che anche in parafarmacia vige l'obbligo del Gdpr sulla privacy".Inoltre, prosegue, "le fasce più deboli, anziani e mamme, da anni ormai trovano nel farmacista in parafarmacia un supporto importante, e quotidianamente il farmacista in parafarmacia è chiamato a risolvere piccoli problemi e a consigliare soluzioni che semplificano la vita del cliente/paziente".

Iter normativo incompleto

E conclude: "Un iter normativo non completato e l'incertezza normativa italiana fanno sì che i farmacisti delle parafarmacie vivano quotidianamente situazioni senza logica che ne limitano le possibilità. Senza reali motivazioni. Chiediamo al Ministro Grillo e alle istituzioni semplicemente di essere usati, di essere riconosciuti come risorsa da usare e valorizzare, di essere inclusi nelle campagne di screening e nelle iniziative del Ssn, chiediamo di essere riconosciuti come esercizio sanitario, come nei fatti i cittadini ci vedono da ormai da più di 10 anni. Troviamo assurdo e illogico che i farmacisti di vicinato vengano ignorati dal Ssn e le istituzioni, o che in alcune regioni e province i servizi che le parafarmacie possono erogare sono limitati, quando di fatto siamo già distribuiti sul territorio italiano capillarmente, siamo un ulteriore canale dove è presente un farmacista abilitato e professionista che si affianca alle farmacie".
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