Sanità

ago22018

Parafarmacie, Grillo apre a riforma. Stop da Lega: liberalizzare sarebbe errore doppio

Parafarmacie, Grillo apre a riforma. Stop da Lega: liberalizzare sarebbe errore doppio
A poche ore dalle dichiarazioni del ministro della Salute Giulia Grillo che in un video ha parlato di una "riforma complessiva del sistema" per affrontare il "grosso tema delle farmacie e parafarmacie" arriva lo stop della deputata della Lega Arianna Lazzarini, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera che sempre su facebook dichiara: Liberalizzare #farmacie sarebbe doppio errore.

Nella serata di martedì il ministro Grillo ha affidato a un video postato sulla sua pagina Facebook le intenzioni del dicastero di voler affrontare la questione finora «ritoccata con delle toppe», con una «riforma complessiva del sistema». Ha fatto sapere che verrà avviato «un confronto con tutte le parti interessate per cercare di arrivare ad una soluzione condivisa e che non sia l'ennesimo rattoppo» e ha aggiunto di averne già parlato con i presidenti delle Commissioni parlamentari di area Sanità, appartenenti allo stesso schieramento politico del ministro, Pierpaolo Sileri al Senato e Maria Lucia Lorefice alla Camera.

Ma all'ipotesi di liberalizzazione del settore, per ora non delineata in modo chiaro dal ministro Grillo, ma colta a vario titolo dalle diverse anime del settore che hanno prontamente risposto rendendosi disponibili al confronto, arriva uno stop secco della deputata Lazzarini della Lega Nord che afferma: «Le farmacie sono un autentico presidio sanitario e sociale fondamentale. Garantiscono un servizio prezioso e capillare, particolarmente apprezzato nei centri più piccoli. Va da sé che quando si parla di salute delle persone occorre una professionalità specifica: in questo caso quella di un farmacista, non certo di un addetto privo delle necessarie competenze. Va da sé che le ipotesi, ciclicamente ricorrenti, su una liberalizzazione del settore sarebbe doppiamente sbagliata. Perché da una parte resta fermo il principio per cui i farmaci non sono beni di consumo da poter acquistare al supermercato come fossero caramelle e, dall'altra, ciò provocherebbe una concorrenza davvero sleale che porterebbe alla chiusura pressoché immediate di tante farmacie, soprattutto le più piccole».


Simona Zazzetta
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