Sanità

ott292018

Parafarmacie, Lpi lascia il Tavolo Fofi: non ci sono linee di pensiero condivise

Parafarmacie, Lpi lascia il Tavolo Fofi: non ci sono linee di pensiero condivise
L'associazione Libere parafarmacie italiane (Lpi) lascia il Tavolo Fofi, in quanto non c'è un percorso condiviso di evoluzione della parafarmacia "perché la Fofi vede la possibile risoluzione del problema, non nell'accesso alla professione liberamente, ma ancora attraverso un sistema protezionistico». Sono alcune delle motivazioni portate da Ivan Giuseppe Ruggiero presidente di Lpi. Ruggiero sottolinea che, con l'ingresso del capitale e con la possibilità per "chiunque, senza titolo e senza abilitazione alla professione, di entrare in un settore protetto come le Farmacie", ciò che preoccupa è la "visione commerciale" che svilupperà a lungo andare. Dopo la legge 124, scrive Ruggiero - "mi aspettavo una visione diversa sul criterio di accesso alla professione, perché è stato minato il principio fino a oggi fondamentale che permette di acquisire una farmacia a concorso. I titoli e l'abilitazione alla professione sono stati bypassati dall'aspetto economico. Chi ha i soldi è proprietario di farmacia, chi è farmacista, non ha diritto di esercitare a pieno la sua professione. Mi sarebbe piaciuto - aggiunge - collaborare per proteggere la nostra categoria dai capitali, cercando di riportare il Farmacista come fulcro del sistema farmaceutico, ma mi sono reso subito conto che c'è una "falla" nei ragionamenti perché il capitale non si limita bloccando le misure per il riconoscimento della figura professionale del farmacista titolare di parafarmacia, con la motivazione che potrebbero far crescere il capitale. Servono proposte emendative che al momento non sono state formulate da nessuno. Si parla di parafarmacie, ma il vero problema è il capitale. Bisogna ristabilire la centralità del farmacista, rafforzando il suo ruolo. Bisogna creare un sistema nuovo di accesso alla professione, con la consapevolezza, che il Decreto Bersani non può essere toccato e che non possono essere chiusi i codici univoci. Bisogna pensare di dare futuro anche ai giovani laureati e creare canali alternativi, come il farmacista nelle cliniche, case di cura, carceri, strutture ospedaliere e assimilabili, navi da crociera, treni a lunga percorrenza, dispensari farmaceutici presso aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio della rete autostradale. Perché la parafarmacia non potrebbe essere un nuovo canale lavorativo? Non esiste il Farmacista di serie A o di serie B, esiste il Farmacista".

La scelta incontra il consenso del presidente della Federazione delle parafarmacie (Fnpi) Matteo Branca che nel suo profilo Facebook scrive: "Il buon senso, la coerenza, l'orgoglio professionale che emergono da queste esternazioni del collega Ruggiero non possono che meritare il nostro plauso. Rispetto delle distanze, ma intenti condivisi, questa è la strada, senza protagonismi. Per questo riteniamo normale e giusto congratularci apertamente per le parole del collega. Da oggi la voce delle parafarmacie arriva alla politica ancora più forte. Più univoco il messaggio, più vicino l'obiettivo".
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Frongia - Casettari -Il galenista e il laboratorio
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO