Sanità

ott152014

Parafarmacie, in studio progetto per sostegno donne vittime violenza

Parafarmacie, presto un progetto per sostegno a vittime violenza e stalking
Mettere la rete delle parafarmacie a disposizione per offrire un centro di informazione e orientamento sul territorio e un sostegno pratico a donne vittime di violenza e di stalking. È questa una delle direzioni a cui sta lavorando la Fnpi, secondo quanto racconta il presidente Davide Gullotta: «Abbiamo avuto una serie di incontri con Salvamamme» un'associazione nata quindici anni fa che offre supporto a tutto tondo alle mamme, «in particolare nell'ambito del progetto la "valigia di salvataggio", per aiutare le vittime di violenza e stalking, e speriamo di raggiungere presto un accordo per mettere anche la nostra rete a disposizione del network di sostegno». Il progetto prevede un sostegno concreto alla donna che abbandona la propria abitazione mettendo a disposizione, «in attesa di entrare in un programma di protezione, un rifugio provvisorio» e prevedendo la consegna di una valigia, «con i beni di prima necessità per gestire questa prima fase di passaggio, tra i quali abbigliamento, una nuova sim per il telefono, consigli legali e supporto psicologico. L'idea, a cui stiamo lavorando, è di offrire attraverso le parafarmacie che aderiranno vari tipi di aiuti, dall'informazione in un punto riservato del presidio, attraverso cartellonistica e depliant, su numeri verdi e strutture da contattare, alla consegna della valigia di salvataggio, fino a proporci come centro di ascolto sul territorio. Il progetto potrebbe partire da Viterbo e dal Lazio, per poi estendersi ad altre zone, come Sicilia, Lombardia, e via via alle altre Regioni». D'altra parte, come si legge sul sito dell'associazione, la decisione di scappare è spesso presa di impeto, sull'onda della paura e della disperazione, ma c'è il rischio che poi non si sappia a chi rivolgersi e che si possa tornare sui propri passi. «Per questo il sostegno in questi primi giorni è fondamentale. Per quanto ci riguarda, siamo stati contattati direttamente dall'associazione. Credo che questo dimostri ancora una volta che le parafarmacie in molti casi sono un punto di riferimento per la popolazione anche perché il tempo che possiamo dedicare ai pazienti è maggiore rispetto alle farmacie, dove magari c'è un flusso maggiore di persone legato anche alla ricetta».

Francesca Giani

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