Sanità

set62017

Parafarmacie, sanatoria e riassorbimento riaccendono il dibattito

Parafarmacie, sanatoria e riassorbimento riaccendono il dibattito
La stragrande maggioranza delle parafarmacie chiede a gran voce il libero esercizio della professione e non vuole il riassorbimento o qualsivoglia altra forma di sanatoria in quanto irrealizzabile sotto il profilo giuridico e rispetto alla reale volontà politica e, inoltre, offre ad alcune forze politiche il modo per "smarcarsi" dalle proprie responsabilità e, in vista dei prossimi impegni elettorali, continuare ad illudere i colleghi. Questa la risposta della Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane (Culpi), che «rappresenta e tutela solo i farmacisti non titolari di farmacia aderente al Movimento nazionale liberi farmacisti» a quanto espresso nei giorni scorsi dal Comitato anticrisi parafarmacie in un comunicato in cui dichiarava il proprio appoggio all'emendamento Fregolent. Secondo Vincenzo Devito, presidente del Mnlf, l'emendamento è il mezzo attraverso il quale si cerca di recuperare consenso dopo il clamoroso cambio di rotta avvenuto durante la discussione del Ddl concorrenza. La maggioranza delle parafarmacie italiane non sa che farsene delle promesse elettorali e chiede a gran voce il libero esercizio della professione».

E sottolinea che «è sacrosanto chiedere che il professionista laureato ed abilitato possa dispensare tutti i farmaci, indipendentemente da dove esso operi, ma giustificare la richiesta di essere ammesso a far parte della "casta" perché questo non è ancora avvenuto è una inaccettabile forzatura. Nessuno al momento della liberalizzazione dei farmaci da banco» aggiunge «aveva promesso nulla, aprire un esercizio di vicinato è stata una decisione autonoma, un modo diverso d'interpretare la professione attraverso l'esercizio libero delle proprie capacità». Contrari a politiche di sanatoria e riassorbimento e favorevoli alla libera professione come unica soluzione anche le Libere parafarmacie italiane (Lpi) che vedono in questa direzione la formazione di «una graduatoria che escluderebbe la maggior parte dei colleghi dal conferimento della sede». In una nota la sigla sottolinea che si tratta di proposte «fallimentari che segmentano gli intenti e distolgono i politici dal vero provvedimento risolutivo da portare avanti che sono le liberalizzazioni».

A chiedere una soluzione che «deve riguardare tutti i colleghi» è anche la Fnpi. In un recente comunicato il presidente, Davide Gullotta aveva ribadito che con un riassorbimento ci sia «il rischio che alcuni colleghi siano lasciati fuori e che si creino più spaccature e ingiustizie». Fnpi aveva sottolineato di «aver sempre lottato per un'idea di libertà professionale, ma nel momento in cui la politica decide di eliminare, riassorbire l'esperienza parafarmacia, ci si deve sforzare di garantire a tutti i farmacisti che in questi anni vi hanno investito professionalità e lavoro, di rientrare nelle soluzioni proposte».
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