Sanità

set272017

Parafarmacie, Sinasfa: no a soluzioni lesive di una parte. Attenzione a effetti su occupazione

Parafarmacie, Sinasfa: no a soluzioni lesive di una parte. Attenzione a effetti su occupazione
Fa discutere la proposta, relativa al nodo parafarmacia, di cercare opportunità per un riassorbimento nel concorso straordinario avanzata da Federfarma perché, è la reazione di Conasfa e Sinasfa, non è equa e lede i diritti dei non titolari, che rappresentano la quota maggioritaria della professione. «La recente proposta di contingentare un certo numero di sedi del concorso straordinario a favore dei farmacisti titolari delle parafarmacie non ci convince» è il commento di Conasfa in una nota. «La nostra idea eÌ da sempre concorso ordinario per titoli ed esami, quindi accesso alla titolarità unicamente per merito. Lo Stato deve essere garante di formule eque nell'assegnazione delle sedi». «La politica nazionale e quella di categoria» aggiunge Francesco Imperadrice, presidente del sindacato nazionale dei farmacisti non titolari (Sinasfa) «devono prendere in considerazione l'intero quadro della professione, formata da circa 100mila farmacisti, di cui 60-70mila non titolari, senza trascurare oltre tutto le future generazioni. Chi si iscrive o si iscriverà nei prossimi anni alla facoltà di farmacia ha diritto come tutti gli altri ad ambire ad aprire una sede farmaceutica, così come lo devono avere gli attuali giovani laureati, i dipendenti, e così via. Il processo di assegnazione di nuove sedi non può che essere aperto a tutti. Senza contare un altro aspetto: le sedi farmaceutiche sono della collettività e non appartengono a nessuno. È un principio di diritto che va rispettato».

C'è poi «un altro punto non chiaro» continua Imperadrice. «Se la politica vuole sobbarcarsi il problema dei titolari di parafarmacie, che dire di quei 7mila colleghi, secondo le stime di inizio anno dell'Enpaf, che risultano disoccupati, con le relative famiglie, o di coloro che si barcamenano tra precariato e sotto-occupazione? Come sindacato che rappresenta tutti i non titolari riceviamo costantemente segnalazioni dai colleghi di situazioni di grandi difficoltà. Perché allora non volersi far carico anche di queste situazioni problematiche?». C'è poi un altro aspetto «della proposta Federfarma, che riteniamo pericoloso: quello di sciogliere il binomio farmaco-farmacista per alcuni principi attivi». «Ricordiamo» è l'intervento del Conasfa «che molte molecole di largo uso, presenti in otc e sop, hanno subito in questi ultimi anni azioni restrittive nell'utilizzo e "allert" di farmacovigilanza in campo pediatrico». «Quando si parla di farmaci, per quanto di uso consolidato» concorda il presidente Sinasfa, «non è possibile una banalizzazione. Effetti collaterali ci possono essere e il rischio di una siffatta misura è di una perdita di controllo da parte del farmacista sull'uso, sugli effetti collaterali, sulle interazioni con altri prodotti, sullo stato di salute del cittadino. Per altro, nel momento in cui si elimina l'obbligo del farmacista per alcuni principi attivi, è evidente che canali quali la grande distribuzione andranno a ripensare le politiche commerciali attorno a questi prodotti, con il rischio di vedere questi farmaci nei banconi della libera vendita, oggetto di politiche di prezzo aggressive e magari anche di spinte ai consumi. Per altro con effetti economici sulle farmacie stesse - che Federfarma rappresenta - che rischiano di vedersi ridurre una quota di mercato». Senza contare, continua, «gli effetti dirompenti sull'occupazione: lo ripeto, la categoria dei farmacisti è composta in via maggioritaria da non titolari. Farmacisti che lavorano nei corner o in altre esperienze verrebbero in massa licenziati e questo è un tema su cui la politica non può far finta di niente». «Fofi e associazioni di categoria» è la conclusione del Conasfa «debbono ripensare alla figura del farmacista, come garante della salute dei cittadini ovunque eserciti la professione, senza permettere ulteriori invasioni di campo da parte di soggetti esterni al mondo del farmaco e della salute».


Francesca Giani
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