Sanità

nov82018

Parafarmacie, Unaftisp: bypassare Tavolo non è buona idea. Presentato dispositivo di riforma

Parafarmacie, Unaftisp: bypassare Tavolo non è buona idea. Presentato dispositivo di riforma
Non è una buona idea "bypassare le rappresentanze di categoria in nome di una soluzione solo politica", la politica d'altronde ha "come canali di interlocuzione le federazioni, altrimenti farebbe da sé" e un Ministero che dovesse cedere "al ricatto a discapito del dialogo, sarebbe poco credibile". È quanto scrive in una nota Daniele Viti presidente dell'Unaftisp, sigla di rappresentanza dei farmacisti titolari di sola Parafarmacia rimasta al Tavolo con la Fofi, a cui, si apprende, è stato «consegnato un "dispositivo di riforma, tra l'altro giudicato ben fatto, che tiene conto della tutela di tutta la professione, e dei rurali, che certamente vanno tutelati e non esclusi. È una proposta ponderata, che tiene conto degli equilibri e degli elementi del sistema sanitario che oggi funzionano da una parte, e di ciò che invece va cambiato, perché incancrenito da scelte errate e da vecchie leggi mai adeguate ai tempi».

Viti sottolinea che nelle scorse settimane, Unaftisp è stata attaccata su più fronti: «Non capisco questo accanimento in nome della non rappresentanza della categoria causata dal fatto che siamo gli unici a essere rimasti al tavolo delle trattative. Unaftisp ha i propri iscritti, e al massimo saranno loro a chiedere conto della nostra linea strategica se riterranno che stia arrecando nocumento in qualche modo». Rispetto agli scenari attuali, secondo Viti la scelta delle altre sigle di lasciare il tavolo indetto dalla Fofi, cioè «bypassare le rappresentanze di categoria, FF e FOFI (Federfarma e Fofi, ndr.) in nome di una soluzione solo politica non è una buona idea». E aggiunge: «È necessario portare avanti un confronto che non metta proprio il legislatore in difficoltà rispetto al suo braccio operativo. Unaftisp non sta accettando passivamente tutto ciò che viene proposto da Fofi come inutilmente insinuato additando l'associazione come collaborazionista, anzi, proprio a quest'ultima è stato consegnato un dispositivo di riforma, tra l'altro giudicato ben fatto, che tiene conto della tutela di tutta la professione, e dei rurali, che certamente vanno tutelati e non esclusi. È una proposta ponderata, che tiene conto degli equilibri e degli elementi del sistema sanitario che oggi funzionano da una parte, e di ciò che invece va cambiato, perché incancrenito da scelte errate e da vecchie leggi mai adeguate ai tempi. Il cambio epocale è qualcosa che va costruito, la politica da sé non prenderà mai decisioni assolute, a ragion veduta, dovrà sempre avere solidi elementi di valutazione, e imprescindibile, la condivisione con chi oggi rappresenta la sua naturale escrescenza sul mondo scientifico e della sanità. Unaftisp costruirà questo, non urlando davanti al Ministero. Lo stesso Ministero sarebbe poco credibile se cedesse al ricatto a discapito del dialogo, e servirebbe solo ad innescare dissidi, che poi andrebbero sanati e porterebbero via ulteriore tempo, tempo che non abbiamo, tempo che è ormai esaurito. Andremo a conferire con il Ministro della Salute quando saremo pronti, consegnandole un nuovo apparato sanitario già condiviso con tutti gli attori, credibile ed attuabile perché pensato e vestito sulla concretezza e sulla consapevolezza, non sulle chimere, e di sicuro beneficio per tutta la nostra categoria».
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