Sanità

feb52019

Parafarmacie, Unaftisp: logica del prezzo non tutela la salute

Parafarmacie, Unaftisp: logica del prezzo non tutela la salute
Se l'accesso alle cure fosse agevolato dallo sconto commerciale sul prezzo del farmaco, come sostiene la Gdo, anziché dal suo uso corretto, cioè se fosse il prezzo a tutelare la salute, allora significherebbe che il mercato ha battuto la professione. Se la fascia C venisse liberalizzata entrando quindi, anche nella Gdo, le parafarmacie, e non solo quelle, chiuderebbero il giorno dopo. Con questi messaggi Unaftisp, la sigla che rappresenta i farmacisti titolari di sola parafarmacia, entra nel dibattito rispondendo da una parte al comunicato della Conad dall'altra alle sigle delle parafarmacie che non partecipano al tavolo indetto dalla Fofi.

In particolare, Daniele Viti Presidente Unaftisp, riprende alcune affermazioni della comunicazione di Conad: «Affermare che le proposte sulla fascia C "avevano l'obiettivo di semplificare l'accesso alle cure e stimolare lo sviluppo del settore e sono state respinte" lo trovo inesatto. Vorrei sottolineare che l'accesso alle cure non è agevolato dallo sconto commerciale sul prezzo del farmaco, bensì dal corretto uso dello stesso. Inoltre, quando si parla di "stimolare lo sviluppo del settore" vorrei sottolineare come questo sia stato ad appannaggio solo delle Gdo, che con la guerra dei prezzi ha creato un sistema di oligopolio». Viti ribadisce: «Il farmaco ha una finalità terapeutica. Non si può ridurre il farmaco allo sconto quantità, poiché questo significa indurre al consumo poiché ci sarebbe una corsa all'accaparramento per sfruttare l'offerta. Il farmaco è un bene che va gestito in un'ottica diversa, quella di migliorare la vita. Il farmacista ha il dovere deontologico e professionale di evitare l'abuso dei farmaci e di indicarne il corretto uso. La professione ha già pagato la politica mercantile con l'introduzione dello sconto sui farmaci. Una volta, a parità di prezzo, si andava dal farmacista di fiducia. Oggi si va dal farmacista a chiedere come usare una data molecola, e poi la si acquista dove è più a buon mercato e dove c'è il volantino più colorato». Ai farmacisti titolari di parafarmacia, sottolinea Viti, «interessa il farmaco come strumento di salute non il suo prezzo. Non siamo venditori di scatolette a cottimo, non lo siamo mai stati. Non abbiamo obiettivi da raggiungere su questo o quel prodotto. La politica oggi si troverà a decidere: il capitale o la professione?».

E alle "sigle che ancora portano avanti slogan come la fascia C", Unaftisp dice: «Con la fascia C alle Gdo, le parafarmacie chiuderebbero il giorno dopo e non solo quelle». E in merito alla delegittimazione del tavolo Fofi, Viti afferma: «Queste sigle in passato hanno lamentato una latitanza della Fofi e il rifiuto continuo da parte di Federfarma di confrontarsi con le nostre realtà. Oggi la politica in primis ci chiede di costruire tavoli congiunti dove portare proposte concrete. La politica ha risposto con un No alla fascia C poiché ha capito che si creerebbe un sistema di oligopolio a favore delle Gdo che già esiste con i farmaci Sop e Otc. Perché continuare a guidare centinaia di iscritti nel baratro certo quando c'è un ponte, stretto sì, ma che può salvare tutti». E alle sigle lancia un invito: «Rendetevi disponibili con tutti gli attori. Al di là di tutto ciò la presenza di tutte le sigle al tavolo della Fofi è sempre bene accetta, per quanto mi riguarda. Sono oggi più convinto di ieri che se si fosse tutti presenti per costruire un nuovo sistema professionale, i risultati arriverebbero molto prima e con buona pace di tutti. Se noi abbiamo accettato il tavolo della Fofi è perché c'è bisogno di un ragionamento complessivo, se si vuole riformare il sistema. Questa è la strada maestra da intraprendere con tutte le parti in causa, poi se qualcuno punta i piedi su altri obiettivi, che non fanno il bene dei farmacisti titolari di parafarmacia, se ne assumerà le responsabilità».
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