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Politica e Sanità

07 Febbraio 2019

Passa dl Semplificazioni, bocciati Odg su farmaci e farmacie. Via libera su pay-back


Accesso alle zone carenti per i corsisti di medicina generale all'ultimo anno, via libera al contratto, no fattura elettronica per le professioni sanitarie, recepito l'accordo regioni-Farmindustria sul pay-back: sono le principali novità del decreto semplificazioni che è stato approvato definitivamente alla camera con 275 voti favorevoli e 206 contrari, con 27 astenuti; alla vigilia, alla "blindatura" del testo avevano detto sì 310 e no 245. Non sono passati alla fine gli emendamenti sull'accesso dei medici dell'emergenza ai Pronti soccorso, sulle cure palliative, sul tetto di spesa di cui rimuovere i vincoli. Bocciati anche gli ordini del giorno sulle farmacie presentati da Trizzino (M5S)e Rostan (Leu)che proponevano, rispettivamente, che nelle società di capitali i soci rappresentanti almeno il 51% del capitale sociale e dei diritti di voto dovessero essere farmacisti iscritti all'albo, e la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. «Recano un contenuto - queste le motivazioni della bocciatura, spiegate dal presidente di turno Mara Carfagna -del tutto estraneo rispetto alle materie trattate dal provvedimento o che riproducono il contenuto di emendamenti già dichiarati inammissibili in sede referente».

Ecco cosa rimane e vedremo applicato in sanità. Intanto, viene cancellato il raddoppio dell'IRES per le associazioni non lucrative, la "tassa sulla bontà". Ma per stringere tra articolo 9 e nuovo articolo 9 bis, quelli sanitari, avviene che fino a tutto il 2021, siccome mancano medici di famiglia, i laureati neo-abilitati iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, potranno partecipare all'assegnazione delle carenze in assistenza primaria e continuità assistenziale ma in subordine rispetto ai medici in possesso del diploma e ai colleghi resi ad essi equipollenti da precedenti disposizioni. Potranno accedere all'emergenza-118 solo i medici con attestato EST d'idoneitaÌ. Chi non si diploma entro il termine previsto dal corso è cancellato dalla graduatoria regionale e decade dall'eventuale incarico assegnato. Per i medici del triennio chiamati a lavorare le regioni possono prevedere limitazioni di massimale di assistiti in carico o corsi part-time. Entro i primi di maggio sindacati e Sisac dicono con quali criteri i medici del triennio vengono inseriti in graduatoria e come sono remunerati, se non lo fanno si applicano le norme previste dall'Accordo nazionale per sostituzioni e incarichi provvisori. Tutto senza maggiori oneri per la finanza pubblica.

L'articolo 9 bis parla di personale Ssn e fattura elettronica. Al comma 1 si ricorda a medici tecnici ed infermieri che per loro le nuove norme sui concorsi (le cui graduatorie servono a coprire i soli posti messi a bando) partono dal 2020 e non da quest'anno. Non slitta il contratto ospedalieri 2016-18 che si sta trattando da due anni: le lunghe procedure per aggiungere le "sedie" per i rappresentanti dei dirigenti amministrativi saranno poste in atto solo per i tavoli del contratto 2019-21. Sono esclusi dalla fattura elettronica non solo medici dentisti e farmacisti ma tutti i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie su pazienti dietro pagamento di fattura, ad esempio igienisti dentali ed infermieri. Le industrie farmaceutiche, come da accordo con le regioni, devono versare 2,4 miliardi per i ripiani dei pregressi deficit regionali nella spesa per medicinali, il DG dell'Agenzia del Farmaco accerta il versamento entro maggio, sarà istituito un apposito fondo-payback per ricevere i versamenti. «L'accertamento positivo del conseguimento della somma complessivamente prevista si intende satisfattivo di ogni obbligazione a carico di ciascuna azienda titolare di AIC tenuta al ripiano della spesa farmaceutica per gli anni dal 2013 al 2017 e ne consegue l'estinzione di diritto». L'AIFA eÌ tenuta a comunicare l'esito dell'accertamento alle segreterie dei tribunali amministrativi presso i quali pendono i contenziosi sugli sforamenti relativi agli anni considerati. Le regioni successivamente si ripartiscono l'importo giacente sul Fondo per payback 2013-2017.

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