Galenica

mar222019

Galenica, pasta all'ossido di zinco: variazioni sul tema

Si fa presto a dire pasta “all’ossido di zinco”, ma di quale pasta stiamo parlando. Si può andare dalla “classica” pasta di Hoffmann, alla “classica” pasta all’acqua, fino alla “classica” pasta di lassar. Salvo variazioni sul tema

Pasta all’ossido di zinco: variazioni sul tema
Come si può facilmente evincere, per preparare la pasta "all'ossido di zinco", tutto ruota attorno a questo sale inorganico: l'ossido di zinco praticamente solubile in acqua o alcool, se lo ricorderanno molti che lo hanno identificato duranti gli studi all'università poiché la polvere passa da bianco a giallo durante il riscaldamento al becco bunsen, per poi tornare bianca dopo raffreddamento.
Nella pratica medica, viene utilizzato per via esterna, in paste contro gli arrossamenti, per prevenire le ulcere da decubito o per il suo effetto antiseborroico.
Un altro utilizzo sono i cosiddettibendaggio all'ossido di zinco: particolari bendaggi effettuati con garze impregnate di paste all'ossido di zinco utilizzate per il trattamento di ulcere agli arti inferiori.
Infatti, queste si caratterizzano spesso da edema reattivo ed infiammazione che, oltre a generare dolore al paziente, possono rallentare il processo di cicatrizzazione e guarigione. In questi casi, gli studiosi hanno osservato come l'effetto barriere dell'ossido di zinco sia in grado di ridurre il dolore, velocizzare la formazione del tessuto di granulazione e migliorare l'aspetto estetico della cicatrice.

Quando viene utilizzato assieme all'acido salicilico si può impiegare per la dermatite seborroica o l'acne. Ma in certi casi si dimostra più efficace dello stesso acido salicilico: è il caso del trattamento delle verruche.
In uno studio condotto nel 2007 da Tammin e Khattar, gli studiosi hanno confrontato una pasta al 20% di ossido di zinco rispetto ad un trattamento con acido salicilico (15%) e acido lattico (15%) per l'eradicazione delle verruche. Al termine dei 3 mesi di trattamento si è osservata un leggero scarto a favore dell'ossido di zinco: sia come percentuale di risoluzione completa, sia come riduzione del dolore e sicurezza di applicazione.

Esempi formulativi:
Materiali (comuni a tutte le paste): bilancia, mortaio e pestello

Pasta di Hoffmann (pasta per piaghe da decubito)
Zinco ossido 49g
Olio di oliva 49g
Acido borico 2g
Ridurre l'acido borico a polvere molto fine triturandolo nel mortaio. Quindi aggiungere l'ossido di zinco con progressione geometrica. Infine aggiungere a poco a poco l'olio di oliva levigando fino ad omogeneità. L'eventuale aggiunta di silice colloidale può aumentare la viscosità del preparato.

Pasta all'acqua (FUII XII)
Zinco ossido 25g
Talco 25g
Glicerolo 25g
Acqua 25g
Talco e zinco ossido vengono miscelate in mortaio, qindi levigate con gliceroo a piccole porzioni. Aggiungere infine l'acqua fin oad omogeneità
Prestare attenzione alla lavorazione: quando è a contatto con glicerolo in presenza di luce si produce spesso una colorazione nera.

Pasta di Lassar
Zinco ossido 25g
Acido salicilico 2g
Amido 25g
Vaselina qb a 100g
Triturare l'acido salicilico. Aggiungere quindi poco a poco la vaselina (eventualmente facendo precedere dalla sospensione dell'acido salicilico in una piccola parte di paraffina liquida). Quindi aggiungere levigando amido e zinco ossido.

Luca Guizzon
Farmacista territoriale esperto in fitoterapia, Farmacia Campedello, Vicenza

Fonti
Dermatol Surg. 2011 Feb;37(2):158-65. doi: 10.1111/j.1524-4725.2010.01844.x. Epub 2011 Jan 26
Int J Dermatol. 2007 Apr;46(4):427-30
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