Sanità

lug92019

Patto salute, Fofi: farmaci innovativi su territorio e operatività in Dossier farmaceutico

Patto salute, Fofi: farmaci innovativi su territorio e operatività in Dossier farmaceutico

Patto salute, Fofi: il presidente Andrea Mandelli illustra le aree di intervento, contenute nella proposta della Federazione, per valorizzare la figura del farmacista

Tornare in possesso dei farmaci innovativi, valutare nuove forme di occupazione nel Ssn, implementare il dossier farmaceutico, istituire un piano nazionale di prevenzione, partecipare alla battaglia contro l'antibiotico-resistenza. Queste le aree in cui è possibile valorizzare la figura del farmacista, indicate dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli, nel corso dell'incontro al Ministero della Salute per la stesura del nuovo Patto per la Salute, in cui è intervenuto con un documento elaborato dalla Federazione. «Ho chiesto a Grillo - ha sintetizzato Mandelli, a margine del suo intervento, secondo quanto riporta l'house organ della Fofi - di far tornare i farmaci innovativi sul territorio valutando una nuova remunerazione e di valutare nuove forme di occupazione per i farmacisti che sono indispensabili all'interno del Ssn. Ho poi voluto ricordare l'importanza della prevenzione e quanto possa essere fondamentale in tal senso il ruolo dei farmacisti. Ho sottolineato la necessità di implementare il dossier farmaceutico e mettere in contatto tutti i professionisti della salute su un'autostrada digitale che metta il paziente al centro, E, per ultimo, ho voluto ricordare quanto sia importante che l'Italia partecipi a quella battaglia di civiltà mondiale contro l'antibiotico resistenza».
Sul fronte dei farmaci innovativi, si legge nel documento della Federazione, "sarebbe utile prevedere", nell'ambito dell'Art. 8 - Governance farmaceutica e dispositivi medici, che la loro dispensazione avvenga tramite le farmacie "mediante la stipula di accordi con le associazioni sindacali delle farmacie, pubbliche e private, per consentire l'accesso ai medicinali che richiedono un controllo ricorrente del paziente anche presso le predette farmacie, con le medesime modalità previste per la distribuzione attraverso le strutture aziendali del Servizio sanitario nazionale, da definirsi in sede di convenzione regionale". È stato poi, sottolineato come il tema dell'antimicrobico resistenza sia stato "incomprensibilmente espunto dai contenuti del documento in esame" mentre è "di fondamentale importanza" inserirlo "in linea con le indicazioni provenienti dall'Unione Europea". Secondo la Fofi, sarebbe opportuno predisporre linee guida per promuovere l'uso appropriato di antibiotici, sviluppare una sorveglianza nazionale delle infezioni correlate all'assistenza, verificare il rispetto della normativa sulla tracciabilità del farmaco e l'attività di prescrizione dei medicinali umani e veterinari, fare una campagna nazionale di comunicazione, fare educazione e aggiornamento sul tema di tutti i professionisti operanti nei settori interessati.
Mandelli ha sottolineato la necessità di favorire la concreta attuazione del Fascicolo sanitario elettronico e ha ricordato che anche se il farmacista è legittimato a aggiornare il Dossier farmaceutico "apposita sezione del Fse", il disciplinare tecnico limita l'attività del farmacista "alla mera consultazione dei dati anagrafici, prescrittivi e di quelli sul consenso e, ammettendo, esclusivamente per questi ultimi, anche l'attività di scrittura". Fofi propone, "pertanto, di implementare tale importante strumento operativo, consentendo anche al farmacista, soggetto abilitato alla consultazione e alimentazione del Fse, l'accesso ai dati clinici del paziente". Ultimo capitolo affrontato, la prevenzione: "Tenuto conto delle competenze professionali del farmacista, nonché della presenza capillare delle farmacie sull'intero territorio nazionale, il nuovo modello della farmacia dei servizi può garantire un'efficace azione di orientamento ed educazione sanitaria, anche mediante la realizzazione di specifiche campagne di screening ed attività di prevenzione". Inoltre, "attraverso la presa in carico del paziente, il farmacista è in grado di assicurare l'aderenza alla terapia farmacologica, con benefici in termini di salute per lo stesso, nonché in termini economici per i risparmi che tale prestazione è in grado di assicurare al Ssn".
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