Sanità

feb282019

Patto salute, primi segnali di intesa tra Regioni e Ministero

Patto salute, primi segnali di intesa tra Regioni e Ministero
Trovata una prima intesa riguardo il finanziamento alla sanità pubblica e il rapporto fra Stato e Regioni, nell'ambito della stesura del nuovo Patto per la Salute. A comunicarlo è l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni Antonio Saitta, in seguito all'incontro avvenuto tra il ministro dalla Salute Giulia Grillo e i rappresentanti delle regioni.
«Su parecchi punti oggi esposti abbiamo trovato la disponibilità da parte del ministro a venirci incontro», commenta. Il nuovo Patto per la Salute dovrà necessariamente «non guardare solo al presente ma anche al futuro»: per raggiungere tale obiettivo «era importante per le Regioni trovare un accordo su alcuni principi di fondo, contenuti in un documento che abbiamo discusso oggi, ma già anticipato nei giorni scorsi». Due i nodi centrali: «il delicato tema del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, che non è oggi sufficiente agli obiettivi di salute», e «il rapporto tra Stato e Regioni, da impostare secondo un ruolo di coordinamento, e non invasivo, da parte del Governo».
Gli incontri fra i rappresentanti delle Regioni e il Ministero proseguiranno nei prossimi giorni. Lo scopo, precisa Saitta, è quello di «arrivare a un documento con obiettivi condivisi e poi partire con il lavoro dei tavoli tematici».
Termine di consegna per il nuovo Patto il 31 marzo, sebbene i tempi «potrebbero slittare, ma d'altronde le questioni sono talmente importanti che una settimana in più o in meno non farebbero la differenza».
«È stata una prima seduta di approccio, non abbiamo preso decisioni - il commento del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, riportato dalla stampa locale -. Il Ministro mi sembra ben orientato a fare in modo che il principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, e quindi anche davanti al sistema sanitario, sia garantito, soprattutto tra nord e sud». Emiliano riflette inoltre sulla possibilità di un patto equilibrato: «Di solito il sud in queste grandi trattative va sempre sotto, perché il nord ha una forza economica e politica che non è paragonabile ancora alla nostra. Speriamo di non soccombere in maniera troppo grave e se è possibile, come può succedere ogni tanto in qualche partita, addirittura riuscire a fare il miracolo di fare le cose per bene, come il sud avrebbe diritto che avvenga». La stesura di un accordo bilanciato «dipenderà anche dalla forza che i deputati e i senatori di tutto il Mezzogiorno metteranno a sostegno delle regioni del Sud nella scrittura del patto. Se tutti invece obbediscono alle segreterie di partito, sarà difficile che il Sud possa vincere questa battaglia».
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